Non è cosa scontata per i drink di recente invenzione diventare velocemente dei grandi classici. C’è sempre bisogno della prova del tempo, che verifica la capacità di un cocktail (ma vale per qualsiasi cosa) di superare mode, tendenze che si modificano e generazioni che si alternano. Ecco perché i cocktail più famosi hanno anche più di 100 anni. Il Pornstar Martini è uno di quei rari casi in cui tutto ciò è avvenuto. Non parliamo di un cocktail del Proibizionismo, con più di 100 anni sulle spalle, né di un classico dell’aperitivo all’italiana che scomoda conti e miti antichi. Si tratta di una preparazione inventata solo nel 2002 da un bartender ghanese di base a Londra: Douglas Ankrah, scomparso nel 2021 a soli 51 anni. Uno dei personaggi più influenti nel mondo del bartending contemporaneo grazie anche all’invenzione del Pornstar Martini. L’idea di questo cocktail estremamente dolce e beverino venne a Douglas Ankrah dopo un viaggio in Sud Africa. Si trovava in un locale di striptease quando gli venne in mente di creare questo cocktail che, a parole sue, «è sexy, divertente, senza pretese». L’idea di mixology di Ankrah era proprio questa: facile, con una grande quantità di frutta, succhi estratti, sciroppi, tratto distintivo del suo cocktail bar nel quartiere di Soho, a Londra. Pariamo del LAB, che per anni è stato uno dei più influenti locali della capitale inglese. Come spesso ripeteva: «Il Pornstar Martini è un drink per far festa. Molto meglio di un noioso Negroni». E il nome stesso cerca di evocare quest’atmosfera un po’ irriverente e fuori dagli schemi. In poco tempo, con grande scetticismo della stampa di settore che subito lo etichettò come un cocktail di bassa lega, divenne il drink più bevuto nel Regno Unito. E c’è di più. Secondo una ricerca di settore è ancora uno dei cocktail più cercati su Google, a cui segue la Pina Colada e l’Aperol Spritz. Dunque il Pornstar Martini è il cocktail più richiesto d’Inghilterra, ma nel resto del mondo? In America il drink, arrivato dopo, ha trovato subito una buona fan base, venendo incontro ai gusti più tendenti al dolce degli americani. In Italia? Il drink sta iniziando a fare capolino nelle drink list locali, nonostante un momento di iniziale scetticismo, anche per venire incontro alle richieste degli stranieri. Infatti, guarda caso, il Pornstar Martini si trova spesso nelle carte dei bar d’hotel, più avvezzi a ricevere una clientela internazionale. Malgrado il suo nome, questo drink non ha nulla a che vedere con il grande classico Martini. Il riferimento c’è per la coppa che si utilizza, che è appunto una coppa Martini. I suoi ingredienti sono vodka, Passoa (che è un liquore al frutto della passione), sciroppo alla vaniglia, ancora succo di frutto della passione e viene accompagnato da uno shot di Champagne al lato. Il perché di questa scelta? Un po’ per bilanciare la dolcezza del drink un po’ per sottolineare un’idea di lusso e di eccesso. Quindi non è solo un dettaglio estetico, ma un elemento chiave che rende il Pornstar Martini un’esperienza più raffinata nell’insieme. Per prepararlo basta inserire tutti gli ingredienti in uno shaker e poi filtrare con uno strainer (un colino da bartender) su una coppetta Martini. Affianco si serve in un bicchiere da shot lo Champagne.
Martina Di Iorio



