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Home Salud

Scoperto un nuovo antibiotico (dopo 30 anni): «Può sconfiggere i super batteri e salvare milioni di persone»

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
27 de marzo de 2025
in Salud
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Scoperto un nuovo antibiotico (dopo 30 anni): «Può sconfiggere i super batteri e salvare milioni di persone»
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L’ultima volta che una nuova classe di antibiotici è arrivata sul mercato è stato quasi tre decenni fa, ma la situazione potrebbe presto cambiare, grazie a una scoperta dei ricercatori canadesi della McMaster University. Un team guidato da Gerry Wright ha identificato un valido candidato per sfidare anche alcuni dei batteri più resistenti ai farmaci: si tratta di una nuova molecola chiamata lariocidina. I risultati – pubblicati sulla rivista Nature il 26 marzo 2025 – potrebbero aprire la porta a una nuovissima classe di antibiotici e rispondere così all’esigenza – sempre più critica – di nuovi farmaci antimicrobici, poiché batteri e altri microrganismi sviluppano nuovi modi per resistere ai farmaci esistenti causando infezioni che hanno portato a tassi di mortalità fino al 40%. Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità la resistenza antimicrobica è una delle principali minacce alla salute pubblica a livello mondiale. «I nostri vecchi farmaci stanno diventando sempre meno efficaci perché i batteri diventano sempre più resistenti a essi» spiega Gerry Wright, professore presso il dipartimento di biochimica e scienze biomediche della McMaster. «Circa 4,5 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di infezioni resistenti agli antibiotici, e la situazione non fa che peggiorare». Wright e il suo team hanno scoperto che la nuova molecola, un peptide lasso, è molto promettente come farmaco guida perché attacca i batteri in un modo diverso dagli altri antibiotici. «Si tratta di una nuova molecola con una nuova modalità di azione – afferma Wright – un grande passo avanti per noi». La lariocidina si lega direttamente al meccanismo di sintesi proteica di un batterio in un modo completamente nuovo, inibendone la capacità di crescere e sopravvivere. La lariocidina è prodotta da un tipo di batterio chiamato Paenibacillus che i ricercatori hanno recuperato da un campione di terreno raccolto nel cortile della cittadina canadese di Hamilton dove ha sede l’università McMaster. Il team di ricerca ha lasciato che i batteri del suolo crescessero in laboratorio per circa un anno, un metodo che ha contribuito a rivelare anche le specie a crescita lenta che altrimenti sarebbero potute passare inosservate. Uno di questi batteri, il Paenibacillus, stava producendo una nuova sostanza con una forte attività contro altri batteri, compresi quelli solitamente resistenti agli antibiotici. «Quando abbiamo capito come questa nuova molecola uccide altri batteri, è stato un momento di svolta». Oltre alla sua modalità d’azione unica e alla sua attività contro batteri altrimenti resistenti ai farmaci, i ricercatori sono ottimisti sulla lariocidina perché soddisfa molti dei requisiti per la trasformazione in un farmaco: non è tossico per le cellule umane, non è suscettibile agli attuali meccanismi di resistenza agli antibiotici e ha funzionato in un test sugli animali. Wright e il suo team sono ora concentrati sulla ricerca di modi per modificare la molecola e produrla in quantità sufficientemente grandi da consentirne lo sviluppo clinico. Wright afferma che poiché questa nuova molecola è prodotta dai batteri (e «i batteri non sono interessati a produrre nuovi farmaci per noi»), sono necessari molto tempo e risorse prima che la lariocidina sia pronta per il mercato. «Ora inizia il vero duro lavoro» afferma Wright che sta analizzando la molecola per cercare un modo per sintetizzarla chimicamente.

Alberto Berlini

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