Conoscere tutti i vicini di casa è molto difficile, ma per chi abita nel Regent International Apartment Complex di Qianjiang, in Cina, è praticamente impossibile. Si tratta infatti di un mega condominio descritto come «distopico» in cui vivono circa 20mila residenti. Questo edificio monolitico negli ultimi mesi ha attirato l’attenzione internazionale nono soltanto per il suo design unico, ma soprattutto per lo stile di vita che promuove: una totale autosufficienza, in cui gli abitanti non hanno la necessità di uscire. Il Regent International Apartment Complex si trova a Qianjiang Century City, la zona commerciale centrale di Hangzhou, e inizialmente doveva essere un lussuoso hotel a cinque stelle. La struttura, progettata da Alicia Loo, successivamente è stata trasformata in un mastodontico complesso residenziale, che nel corso degli anni ha accolto una vera e propria comunità di 20mila abitanti, un numero che solitamente troviamo in una città intera e non in un singolo edificio. L’enorme palazzo è dotato di ogni tipo di servizio, dai supermercati alle scuole, passando per gli ospedali e le palestre, tanto che i residenti possono anche non varcare mai confini del complesso. Una sorta di «mondo in miniatura» che può vivere in totale autonomia e che soddisfa ogni esigenza dei suoi abitanti. In termini di dimensioni e architettura, è uno dei complessi più grandi del globo e conta oltre 5mila appartamenti. La struttura si sviluppa come una città verticale, combinando stile moderno e brutalista, con un occhio di riguardo maggiore per la funzionalità piuttosto che per l’estetica. Dall’alto ha una forma a «S», con il numero di piani che varia da 36 a 39: si estende per più isolati e al suo interno è un fitto labirinto di corridoi, tra finestre e balconi che offrono splendide viste panoramiche sulla città. La vita Regent International è all’insegna del lusso e della comodità. Esistono molti spazi comuni in cui poter interagire e in cui le persone possono dedicarsi ad attività ricreative. Le aree commerciali sono poste ai piani inferiori della struttura: ci sono i supermercati, negozi di ogni genere e diversi ristoranti. Nelle zone superiori troviamo invece le unità immobiliari, con abitazioni di ogni dimensione, dai monolocali ai grandi appartamenti per le famiglie numerose. La struttura è dotata anche di meccanismi di efficienza energetica che includono anche pannelli solari e un sistema di raccolta e riciclaggio dell’acqua piovana. Le case sono dotate di tecnologia smart home, controlli di accessi biometrici e dispositivi di sicurezza all’avanguardia. Un progetto unico nel suo genere che pone le sue basi sull’autosufficienza, ma che ha anche delle gravi implicazioni socio-psicologiche sui suoi abitanti. Una condizione in cui i residenti non hanno bisogno di uscire può influenzare i comportamenti sociali e la salute mentale di una persona, motivo per cui è in corso un acceso dibattito sull’effettiva qualità della vita in un luogo del genere. Inoltre, proprio come una rappresentazione in miniatura del mondo, esiste anche qui una gerarchia sociale dettata dalla ricchezza, dal tipo di appartamento e dalla posizione. Ovviamente, i residenti più facoltosi possono accedere a servizi e comfort inaccessibili per chi vive ai piani inferiori. Avere tutto nelle vicinanze, senza bisogno di uscire dal proprio complesso può essere una grande comodità, ma il rischio concreto è quello di un totale isolamento, anche nei confronti del quartiere che si trova qualche metro fuori dalle mura del Regent International Complex.
F.A.



