Jakob Ingebrigtsen, fresco vincitore di due titoli ai Mondiali indoor di Nanchino (nei 1500 e 3000 metri), e i suoi fratelli Henrik e Filip hanno denunciato il padre Gjert per «violenza fisica» e «minacce» subite durante l’infanzia. Gjert Ingebrigtsen, 59 anni, è descritto dai figli come un uomo «molto aggressivo e autoritario». Accuse che l’ex allenatore di famiglia respinge con forza. «Il nostro cliente nega categoricamente qualsiasi abuso fisico o psicologico», ha dichiarato il suo avvocato, John Christian Elden, in vista dell’apertura del processo a Sandnes, che durerà fino al 16 maggio. Secondo la difesa, l’impianto accusatorio sarebbe privo di solide basi probatorie. Le rivelazioni hanno portato la polizia norvegese a indagare su tutti e sette i figli della famiglia Ingebrigtsen. Molti casi sono stati archiviati per mancanza di prove o prescrizione, ma l’accusa ha ritenuto di procedere per episodi riguardanti Jakob, 24 anni, e la sorella Ingrid, nata nel 2006. Secondo i procuratori, Gjert avrebbe sottoposto Jakob a ripetute aggressioni verbali e fisiche tra il 2008 e il 2017-2018, quando il giovane atleta lasciò la casa di famiglia. Un episodio risalente al 2009 racconta di un calcio allo stomaco inflitto al figlio dopo una caduta dallo scooter, mentre in altre occasioni Gjert avrebbe minacciato di «farlo a pezzi». La sorella Ingrid sarebbe stata vittima di maltrattamenti tra il 2018 e il 2022, con insulti, minacce e percosse. «I nostri clienti vogliono solo chiudere questa vicenda», ha dichiarato Mette Yvonne Larsen, legale di Jakob e Ingrid. Nessun commento ufficiale dai fratelli, che però nel 2023 scrivevano: «Ci portiamo ancora dentro paura e disagio fin dall’infanzia». L’uomo si difende: «Non sono perfetto come padre e marito, ma non sono violento». Jakob Ingebrigtsen dopo aver trionfato nei 3000 e nei 1500 metri indoor a Nanchino, martedì e mercoledì testimonierà in tribunale.
Mario Piccirillo



