Una sostenitrice della PETA ha allestito una pacifica dimostrazione, indossando un abito da gigantesco serpente, adiagiato su un tavolo intriso di sangue in Piazza Mercanti a Milano. In mano il manifesto che proclamava «Le pelli esotiche uccidono». La dimostrazione fa parte della campagna della PETA che, in occasione della Settimana della Moda di Milano (25 febbraio – 3 marzo), chiede agli organizzatori dell’evento di bandire dalle passerelle le pelli di serpenti e di altri animali selvatici. «Dietro ogni capo o accessorio in pelle di rettile c’è un animale costretto a sopportare una vita di sofferenza prima di essere bastonato, squarciato o persino scuoiato vivo» afferma Mimi Bekhechi, Vicepresidente per l’Europa della PETA. «La PETA chiede alla Settimana della Moda di Milano di restare al passo con le tendenze, tenendo questa crudeltà estrema lontana dalle passerelle, come ha fatto il British Fashion Council alla Settimana della Moda di Londra, e sollecitando le persone compassionevoli di tutto il mondo ad abbracciare l’utilizzo di materiali vegani di lusso che lascino gli animali in pace». In natura, i pitoni si scaldano al sole, si arrampicano sugli alberi, nuotano ed esplorano vaste aree. Nell’industria della moda, i lavoratori spesso gonfiano i serpenti con acqua o aria compressa per ammorbidire la loro pelle prima che vengano scuoiati, spesso mentre sono ancora coscienti. Un’indagine di PETA Asia ha rivelato gli orrori che avvengono in due allevamenti di pitoni. Un elenco crescente di case di moda di fascia alta, tra cui Altuzarra, Burberry, Chanel, Diane von Furstenberg, Jean Paul Gaultier, Paco Rabanne, Victoria Beckham e Vivienne Westwood, hanno vietato l’uso di pelle di rettili e di altri animali selvatici nelle loro collezioni, e molti altri stanno offrendo opzioni di pelle vegana realizzata con ananas, funghi, mele, cactus e altri materiali innovativi.



