Sono in arrivo nuovi strumenti di monitoraggio e previsione ad alta risoluzione della qualità dell’aria grazie al programma europeo Copernicus Atmospheric Monitoring Service (CAMS). Un progetto coordinato da Ispra, realizzato in collaborazione con ENEA, CNR-Isac, Università di Tor Vergata, Consorzio Italiano della Copernicus Academy e di 8 ARPA (le Agenzie Regionali per la Protezione dell’Ambiente di Emilia-Romagna, Lombardia, Campania, Liguria, Piemonte, Veneto, Umbria, Valle d’Aosta) intende estendere e migliorare i servizi su scala locale che il Programma Copernicus fornisce su scala europea. Il CAMS offre una serie di strumenti avanzati per il monitoraggio e la gestione della qualità atmosferica: «CAMS è un punto di riferimento per il monitoraggio dei gas serra e degli aerosol (come PM, pollini e polveri sahariane) a livello globale ed europeo; grazie alla combinazione di dati satellitari e modelli atmosferici, offre strumenti essenziali per affrontare le sfide legate all’inquinamento e ai cambiamenti climatici» spiega Antonio Piersanti, responsabile del Laboratorio ENEA Modelli e misure per la qualità dell’aria e osservazioni climatiche. «Per i prossimi tre anni il nostro compito sarà quello di «adattare» (in gergo tecnico downscaling) a livello nazionale, regionale e locale i servizi sulla qualità dell’aria forniti dal sistema Copernicus. Ciò significa che i dati e le previsioni sulle concentrazioni degli inquinanti atmosferici sviluppati finora su scala globale ed europea diventeranno di maggiore dettaglio per il nostro Paese e saranno resi accessibili alle amministrazioni locali che potranno utilizzarli per prendere decisioni più informate e consapevoli per il monitoraggio e la gestione dell’inquinamento, la pianificazione urbana e l’implementazione di politiche di riduzione delle emissioni. Tutto questo con l’obiettivo di proteggere la salute dei cittadini e rispettare le normative ambientali» aggiunge Massimo D’Isidoro, responsabile scientifico del progetto per ENEA.
Marco Natoli



