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La banana che non diventa mai nera sta per arrivare nei supermercati (ma non in Italia)

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
13 de octubre de 2026
in Salud
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La banana che non diventa mai nera sta per arrivare nei supermercati (ma non in Italia)
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Ogni giorno miliardi di banane commestibili finiscono ogni giorno nella spazzatura solo perché presentano qualche macchia marrone o una buccia scura, quindi la biotecnologia prova a correre ai ripari. Nel Regno Unito le banane modificate con la tecnica CRISPR per non annerire hanno superato un importante ostacolo burocratico. Il 25 settembre, il Ministero dell’Ambiente, dell’Alimentazione e degli Affari Rurali britannico (DEFRA) ha dato la sua approvazione, ora manca soltanto l’ultimo passo prima dell’approdo sugli scaffali dei supermercati: il via libera sulla sicurezza alimentare da parte della Food Standards Agency (FSA). Se approvata, la varietà non sarà la prima a livello mondiale: ha infatti già ottenuto il via libera normativo in 11 Paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Giappone e Brasile.

Come funziona?

La maggior parte delle banane che compriamo solitamente appartiene alla varietà Cavendish. Trattandosi di frutti sterili privi di semi, ogni pianta viene riprodotta per clonazione. Gli scienziati di Tropic Biosciences hanno sfruttato la «forbice molecolare» CRISPR-Cas9 per agire sul DNA della Cavendish. Nello specifico, hanno disattivato le tre copie del gene PPO1, responsabile della produzione dell’enzima polifenol ossidasi. Questo enzima ricca di rame è il principale responsabile del processo di ossidazione che fa virare il frutto verso il marrone quando entra in contatto con l’aria. Silenziando questo gene, la banana mantiene il suo colore giallo fino a 24 ore dopo essere stata sbucciata o affettata (a differenza dei pochi minuti della banana tradizionale) ed è anche più resistente alle ammaccature causate dal trasporto. Inoltre, visto che la banana Cavendish si riproduce per clonazione, la modifica genetica si tramanda inalterata da una pianta all’altra.

Contro lo spreco alimentare

Si tratta di una novità importante se si considerano gli sprechi: quasi la metà della produzione mondiale di banane va perduta prima ancora di essere consumata. Solo nel Regno Unito, si stima che ogni giorno vengano gettate via circa 1,4 milioni di banane. Secondo la legislazione britannica, la nuova varietà rientra nella categoria di «organismo a riproduzione di precisione» (Precision-Bred Organism), poiché il risultato si sarebbe potuti ottenere, teoricamente, anche attraverso selezioni e incroci tradizionali. Di conseguenza, se la FSA darà il via libera finale, il frutto non dovrà riportare sull’etichetta la dicitura «modificato geneticamente».

A chi piace il cibo del futuro?

Mentre decenni di studi scientifici e organismi internazionali (come le National Academies of Sciences) confermano che i cibi geneticamente modificati sono sicuri e nutrienti quanto quelli convenzionali, parte del pubblico continua a essere scettico verso questi prodotti. Tuttavia, di fronte a una popolazione globale destinata a raggiungere i 10 miliardi di individui e a un clima sempre più estremo fatto di siccità, ondate di calore e nuove malattie delle piante, l’editing genetico potrebbe rappresentare una risorsa indispensabile per garantire il nostro fabbisogno alimentare.

Paola Panigas

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