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Dimentichi una password e Apple ti sequestra la vita digitale

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
11 de octubre de 2026
in Tecnología
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Dimentichi una password e Apple ti sequestra la vita digitale
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Che vita sarebbe se per proteggerci dai ladri dovessimo vivere in case che sembrano come prigioni (sbarre alle finestre, porte a tripla mandata e cose del genere)? Che vita sarebbe se dovessimo girare per strada con le bombole d’ossigeno per non respirare aria inquinata? Ebbene, i grandi cervelloni della Apple, la grande ditta che si vanta di essere all’avanguardia della tecnologia e del design, pensano e hanno già da anni realizzato per i loro clienti esattamente un mondo così. Ieri improvvisamente il mio iphone è diventato nero ed è praticamente morto. Dopo una veloce analisi in uno dei negozi specializzati il problema è risultato veramente insolubile. Ho quindi comprato in fretta e furia un nuovo iphone per poter continuare la mia vita digitale senza interruzioni significative. Ormai ogni azione quotidiana ne è vincolata: i pagamenti bancari, le comunicazione con app di messaggistica, il salvataggio di file nel “cloud”, eventuali corsi online o comunicazioni da e con la scuola dei figli, e così via.

Durante l’avviamento del nuovo iphone, si deve superare il cruciale passaggio del login al proprio Apple account. L’Apple account deve essere creato la primissima volta che si acquista un apparecchio Apple ed è lì che tutti i dati vengono salvati con la possibilità di trasferirli poi ad un nuovo iphone. Si definisce una password e poi si resta collegati per sempre senza dover ogni volta fare il logout. Quindi la password dell’Apple account viene usata la primissima volta e poi mai più. Dunque credo sia un “peccato veniale” il dimenticarsela o non averla appuntata a dovere.

Io ho dimenticato questa password e quindi il mio account Apple è stato bloccato, a causa dei troppi tentativi falliti nel provare alcune password che mi sembravano plausibili. Senza account non si possono scaricare le app sul nuovo telefono, quindi praticamente la vita digitale è totalmente bloccata: banca, whatsapp e simili, altre app di uso quotidiano non si possono usare né raggiungere. Ricevo adesso una mail che mi dice che il mio account sarà sbloccato in due giorni. Questo è veramente scandaloso secondo me e pure fuori legge. Come è possibile che una Società detenga tutti i tuoi dati e tu non ne possa usufruire per (in totale) tre giorni?

E come è possibile che un’impresa come Apple, al top della tecnologia e chi più ne ha più ne metta, non riesca a verificare la mia identità in un tempo minore di tre giorni? In un mondo dove la tecnologia viaggia a mille all’ora ogni giorno? Tutte le altre imprese che detengono i miei dati altrettanto importanti e altrettanto generali (banca, cloud, etc.) mi consentono di fare un recovery della password in pochi “indolori” secondi. Tutte tranne Apple, che quindi è o in malafede o incontra gravi carenze nel suo sistema di gestione della sicurezza, certamente non al passo con i tempi ultrarapidi della vita digitale odierna.

La stupidità dell’ingegneria e di chi ci sta dietro è in questo caso colossale! La grande ditta di Tim Cook è veramente primitiva in quanto a customer service e scadente nel garantire i migliori servizi ai clienti, a favore di non ben precisate minacce alla sicurezza per cui servirebbero oggi, nel 2026, in piena era AI, tre giorni per verificare un’utenza e ripristinare un account. Questo è decisamente anacronistico! Si parla proprio ultimamente dei pericoli dell’AI per la specie umana. Se l’AI fosse quella di Apple allora potremmo dormire sonni tranquilli: i tempi della grande mela californiana sono matusalemmici. Farebbero prima a tornare i mammuth sulla Terra piuttosto che la AI di Apple a crearci qualche problema.

Nel ripristino di un account, non tenendo conto delle necessità del cliente, Apple ci tratta veramente a pesci, anzi, a mele marce in faccia. Si dice che una mela al giorno tolga il medico di torno, ma troppe mele, specie se troppo mature, un po’ bacate e addentate come quella di Apple, sono sicuramente tra le cause di una vibrante motilità intestinale… e non solo! Che vita sarebbe se, ogni volta che dimentichiamo una password, dovessimo aspettare tre giorni prima di poter rientrare nel nostro account?

Andrea Gebbia

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