Ho sempre avuto un forte legame con l’acqua. Essa ha sempre toccato una corda profonda dentro di me: essere nell’acqua, immersa nei suoi ambienti senza confini, nel mare, nel fiume, in qualsiasi spazio; potrei quasi dire che l’acqua mi chiama, mi ricorda che, come da essa proveniamo, non posso fare a meno di tuffarmi in essa. Quasi che potrei dire che l’acqua si collega a qualcosa di molto profondo nella mia sensibilità.
L’acqua si presenta a me come una capricciosa sorella di emozioni; porta con sé, o in sé, un fluire che assomiglia molto al fluire di ciò che sento, al fluire emotivo. E proprio la parola “emozione”, dal latino emovere, mi ricorda e ripropone costantemente quel movimento così peculiare di ciò che sentiamo dall’interno verso l’esterno di noi; così come l’acqua scorre nella terra, in luoghi diversi, e porta qualcosa che identifica la mia anima: i suoi turchesi blu nei mari, la sua profonda colorazione verde in spazi come i laghi, quando l’impatto della lava vulcanica si trova ai suoi piedi. L’acqua, in migliaia di formati diversi, in migliaia di presentazioni diverse in tutto il pianeta, si connette, vibra con il mio essere più intimo, con la mia interiorità; mi ricorda che sono un essere in movimento, in comunione con la natura, che sente costantemente e danza con un movimento che fa cambiare il mio sentire durante il giorno, in diversi momenti, nel corso dei giorni, delle settimane, dei mesi, degli anni.
Connettersi con l’acqua, desiderare di essere lì, in mezzo all’acqua, immersa, è quasi una necessità spirituale che vivifica, che rinfresca quando fa caldo e che fa pensare, mi fa pensare e mi fa vibrare in un’energia molto simile al mio sentire e al resto del pianeta. Sono lì, nell’acqua, e ogni altra sensazione energeticamente bassa, sfavorevole —come così chiamiamo le emozioni negative— smette di fluire in me. L’acqua pulisce, lava, trascina, purifica, sana, placca la sete ed è l’origine della vita; pertanto, è l’origine della guarigione spirituale ed emotiva degli esseri umani.
Mi fa entrare in comunione con il mio sentire e mi ricorda due cose: innanzitutto, che immersa in essa sono libera di muovermi, di fuggire per un po’ e di rimanere in altri momenti; e così, ho anche la capacità di guidare le mie emozioni, di prendere le redini di esse, di non lasciare che ciò che mi provoca dolore o sofferenza mi trascini, e di scegliere un sentire nella vita che mi conduca a un senso nella vita; cioè, iniziare la mia giornata con emozioni positive che mi permettano di fare ciò che mi produce ulteriori emozioni positive: piacere, felicità, gioia, connessione, riconnessione, ottimismo, aspettativa. Tutto ciò me lo concedo dal luogo di sapere e di essere consapevole di quel fluire, di essere la padrona del mio fluire, così come sono la padrona, nell’acqua, dei miei movimenti e del percorso che sto seguendo, forse nuotando fino all’altra riva, o forse percorrendo la spiaggia, la costa, immergendomi nel lago freddo dello scioglimento della neve, o forse ancora di più, più in profondità, nel mare.
Guidare le tue emozioni da una vita consapevole, di piena connessione con te stesso, è il principio per guarire le ferite del passato —ferite che senza dubbio hanno lasciato cicatrici emotive— e scegliere da quali mondi emotivi, da quali emozioni e da quali stati d’animo desideri vivere.
Certo, questo non è un percorso unilineare, né che tu possa percorrere in poco tempo. Le scelte emotive, nel mondo in cui viviamo oggi, ci richiedono più che mai di avere la volontà, l’interesse, la disposizione e la capacità —perché no— anche di immergerci in spazi dove tuffarci profondamente, come fluendo nelle profondità del mare, nei nostri segreti più abissali dell’emotività perduta. Forse quella di un lutto, forse quella di un vecchio conflitto familiare, forse quella di una separazione, di una rottura, di una perdita; forse l’inevitabile e contraddittorio essere con il mondo che ci porta le emozioni negative o perturbanti degli altri.
Negli spazi in cui abitano le emozioni negative, è molto difficile avere accesso alla prosperità e all’abbondanza. Sono spazi in cui si delimita la scarsità: la scarsità di energia, la scarsità di voglia di fare, la scarsità di voglia di lavorare, di connettersi con gli altri, di produrre ciò che vogliamo, di trovarci con i risultati che desideriamo raggiungere. In quegli spazi di scarsità non c’è mai denaro, ma non c’è mai nemmeno amore e, perché no, forse nemmeno salute. Uscire dalla scarsità per convertirla in abbondanza è il tuo mandato ed è il tuo diritto come essere umano. La liberazione delle emozioni negative si ottiene da spazi di piacere, connessione ed emotività positiva in ogni senso; spazi che hai creato prima, a priori, prima di quella liberazione: spazi “a proposito”.
Prendi il pacchetto delle tue emozioni, dei tuoi conflitti, delle tue difficoltà; lo avvolgi, lo chiudi saldamente, prendi fiato e lanci il pacchetto nell’acqua, nella direzione in cui fluisce verso il basso. Respiri profondamente e vedi come il pacchetto si sposta verso un punto in cui sta per cadere e smetterai di vederlo definitivamente. Quando ciò accade e non è più lì, prendi di nuovo un profondo respiro, ti riconnetti con quello spazio —forse quello di una montagna— e, espirando profondamente, lasci andare fino all’ultima goccia di quell’elemento vitale che ti collegava a quel problema, a quel conflitto, a quelle emozioni. E così senti come ti sei liberato di ciò che ti faceva stare così male.
Ma sempre, da un luogo di benessere emotivo, devi occuparti di sondare quelle profondità emotive che fanno parte della tua vita, del tuo conflitto, della tua storia, o anche del tuo oggi, che sta determinando quell’emozione —oggi a fior di pelle— che desideri rilasciare e lasciar fluire affinché se ne vada. Dalle mie insegnamenti su come connettersi con mondi emotivi positivi, invito spesso i partecipanti ai miei incontri, ai miei corsi, alle mie conferenze, a immaginare che ogni conflitto, ogni dolore, ogni gruppo di emozioni negative che influiscono su di te oggi, puoi prenderle in mano e avvicinarti con esse a una fonte d’acqua che è, senza dubbio, una fonte di vita. E quando sei lì, vedi che quella fonte è una pendice d’acqua che scorre come una cascata verso il basso.
L’ottimismo, la gioia, l’apertura, l’aspettativa sono essenziali in un mondo e in una vita in cui dobbiamo generare abbondanza per vivere in benessere. Nessuno sta bene dalla scarsità, ma se generiamo abbondanza per il benessere, sicuramente troveremo quello stato d’animo così complesso che vibra così alto e che è così desiderato da tutti gli esseri umani: la felicità. Se stai cercando il modo di riconnetterti con un’emotività sana, pulita, pura, che ti permetta —come l’acqua cristallina che fluisce da là, dall’alto della montagna— di curare davvero, lasciare andare e pulire tutto quello che ti impedisce di andare avanti e generare abbondanza, ti invito a connetterti con la mia proposta “Be Emotional: attiva la tua leadership emotiva”, attraverso il mio libro, che puoi richiedere scrivendomi alla mia email info@coachingypsicologia.com o su WhatsApp al +54 9 11 4073-8709.
E rimani sintonizzato, perché lì ti fornirò molte più informazioni sulle attività che realizziamo per muovere la tua emotività e generare maggiore benessere ogni giorno della tua vita: laboratori, incontri, conferenze e altro. Non perderti le mie novità scrivendo “Voglio Iscrivermi” tramite uno di quei mezzi, e ti invierò una newsletter ogni 15 giorni in cui saremo sempre connessi.

Lic. Mónica Silvia Reta
Psicologa · Coach Ontologico Professionale
www.coachingypsicologia.com
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