«L’intelligenza artificiale deve essere al servizio della persona, non trasformare il lavoratore in un dato o in un punteggio. Servono trasparenza, formazione e una vera contrattazione dell’algoritmo». Lo ha dichiarato il deputato Fabio Porta intervenendo a Palazzo Valentini al Congresso di Confintesa Roma Capitale, nella tavola rotonda “Dalla Rerum Novarum alla magnifica humanitas”.
«La Rerum Novarum non chiedeva di fermare la modernità, ma di umanizzarla. Oggi quella lezione impone di governare l’AI tutelando dignità, sicurezza e partecipazione dei lavoratori», ha sottolineato Porta.
Il deputato ha evidenziato le opportunità dell’intelligenza artificiale per alleggerire mansioni ripetitive e usuranti, mettendo però in guardia dai rischi di sorveglianza invasiva, discriminazione e decisioni automatizzate opache. «Chi lavora deve poter conoscere e contestare i criteri con cui viene valutato. La responsabilità delle decisioni non può essere scaricata su una macchina».
«Il sindacato è una necessità del futuro: deve contribuire a governare l’innovazione e garantire che i guadagni di produttività si traducano anche in salari migliori, formazione e tempi di lavoro più umani», ha aggiunto Porta, richiamando la propria esperienza come segretario nazionale del Movimento Studenti di Azione Cattolica.
«Il progresso — ha concluso — non si misura soltanto dall’efficienza delle tecnologie, ma dalla libertà concreta delle persone. Non possiamo avere macchine sempre più avanzate e lavoratori sempre più vulnerabili».
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