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Francia, violenti proteste nelle scuole: “Un prof cosparso di benzina”

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
4 de octubre de 2026
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Francia, violenti proteste nelle scuole: “Un prof cosparso di benzina”
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Un preside, il suo vice, la segretaria generale e un caposquadra aggrediti e cosparsi di benzina. È uno degli episodi più gravi registrati durante la nuova giornata di proteste nelle scuole francesi. Il fatto è accaduto al liceo Victor Hugo di Marsiglia, dove, secondo la regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, il tentativo di appiccare un incendio all’interno dell’istituto ha provocato il caos. Il personale si è rifugiato nell’edificio mentre sul posto intervenivano polizia e vigili del fuoco. I responsabili della scuola hanno annunciato una denuncia. Poco fa il fattaccio è stato leggermente riviso. Il quartier generale della polizia ha diffuso una nota per spiegare che “l’Assessorato regionale all’Istruzione precisa che i dirigenti scolastici non sono stati presi di mira direttamente dai giovani che li hanno cosparsi di benzina. In realtà, sono stati schizzati mentre i ragazzi stavano versando benzina in dei contenitori“. In un comunicato diffuso in tarda mattinata, il Consiglio regionale aveva affermato che “un dirigente scolastico, un vicepreside, un segretario generale e un caposquadra sono stati aggrediti e cosparsi di benzina”. Va detto che cambia poco, a dirla tutta. Certo: cospargere volontariamente un professore di benzina sarebbe gravissimo, ma cercare di incendiare alcuni contenitori e schizzare di liquido infiammabile i docenti è grave lo stesso. E comunque pericolosissimo. Ma Marsiglia è soltanto uno degli epicentri di una mobilitazione che sta interessando numerose città francesi e che, secondo quanto racconta Le Figaro, è stata accompagnata da violenze, incendi e aggressioni. Davanti al liceo Saint-Exupéry, sempre a Marsiglia, alcuni giovani hanno circondato un camion dei marins-pompiers, lo hanno saccheggiato e infine incendiato. Un vigile del fuoco è rimasto leggermente ferito. Nella stessa città diversi autobus della RTM sono stati presi di mira nei pressi degli istituti scolastici: alcuni conducenti hanno dovuto abbandonare rapidamente i mezzi e uno di loro è stato aggredito. A Nantes le fiamme hanno invece colpito il liceo Nelson Mandela durante il blocco dell’istituto, distruggendo completamente l’aula magna. Le forze dell’ordine sono intervenute e i trasporti pubblici nella zona sono stati interrotti. Tensione anche a Lione, dove è stata incendiata la facciata del liceo Lumière, mentre il Saint-Just è rimasto chiuso dopo due giorni di proteste e il timore di nuovi attacchi con mortai d’artificio. Secondo Le Figaro, episodi analoghi sono stati segnalati anche a Tolosa, con incendi e lanci di mortai, mentre a Bordeaux davanti al liceo Montaigne sono state accumulate barricate di cassonetti e sono stati esplosi mortai. A Rennes si sono verificati scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, che hanno utilizzato gas lacrimogeni. La protesta, partita dai licei, si sta intanto allargando alle università. Giovedì mattina l’Union étudiante indicava 26 campus bloccati, tra Parigi, Strasburgo, Montpellier, Tours, Lille, Lione, Rennes e altre città. Le rivendicazioni spaziano dalla richiesta di maggiori risorse per scuole e università alla sostituzione degli insegnanti assenti, fino alla contestazione delle condizioni di studio. Il bilancio riportato dal Figaro dà la misura della tensione: 119 persone tra studenti e personale sono rimaste ferite dall’inizio dei blocchi, mentre nella sola giornata di mercoledì erano state fermate 625 persone e 83 poliziotti e gendarmi erano rimasti feriti. Di fronte all’escalation, il premier Sébastien Lecornu ha convocato una cellula interministeriale di crisi dedicata ai blocchi degli istituti.

N.P.

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