“Le scomposte reazioni del senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Scarpinato, che accusa persino i giudici di Caltanissetta di complottare contro di lui pur di non rispondere del suo operato, sono il simbolo di una sinistra dalla doppia morale. Siamo di frontea un esponente politico che si ritiene intoccabile, al di sopra di ogni sospetto e di ogni regola istituzionale. Quando le intercettazioni riguardano gli avversari politici, il fango mediatico del M5S e del Partito Democratico parte in automatico; quando invecele microspie registrano Scarpinato mentre concorda domande e risposte con un indagato per favoreggiamento alla mafia prima di un’audizione ufficiale, allora si grida al complotto della destra e dei giudici. Giuseppe Conte ed Elly Schlein non possono continuarea nascondersi dietro un silenzio imbarazzato e complice. Le parole registrate dagli inquirenti nisseni, unite agli insulti vergognosi rivolti privatamente da Gioacchino Natoli alla famiglia di Paolo Borsellino, avrebbero dovuto imporre un immediato sussultodi dignità e la revoca immediata di Scarpinato dalla Commissione Antimafia. Scarpinato continua a pontificare su riunioni del luglio 1992 a cui non ha mai partecipato, pretendendo di spiegarci cosa pensasse o sapesse Paolo Borsellino. La smetta con la stagionedei teoremi e dei complotti fantasiosi. Se ha elementi reali da riferire, lo faccia come qualsiasi comune cittadino davanti ai magistrati di Caltanissetta, senza scudi stellati o immunità. Finché rimarrà seduto in quella Commissione d’inchiesta, la sua stessapresenza rappresenterà un insulto alla ricerca della verità sulle stragi del 1992 e un gigantesco conflitto d’interessi. Chiediamo ancora una volta che faccia un passo indietro e si dimetta immediatamente dall’Antimafia: l’onore delle istituzioni viene primadelle sue personali strategie di difesa”.
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