Voglio rivolgere un appello a tutti gli italiani residenti all’estero: partecipate alle prossime elezioni dei Comites (Comitati degli italiani all’estero), gli organismi di rappresentanza di base delle nostre grandi collettività nel mondo! Avremmo preferito che queste elezioni fossero state convocate dopo l’approvazione di una riforma di questi organismi, in grado di dare più potere e soprattutto risorse alla rappresentanza territoriale di oltre il dieci per cento della popolazione italiana; sarebbe stato preferibile evitare la coincidenza di questa consultazione con il dibattito in Parlamento sul voto all’estero e le possibili prossime elezioni politiche in Italia.
Il governo, ancora una volta, ha scelto una strada diversa e – la cosa che più ci preoccupa e che abbiamo denunciato – non ha accolto nessuna delle richieste formulate dagli eletti all’estero del Partito Democratico e dallo stesso CGIE (Consiglio generale degli Italiani all’Estero) a favore di una semplificazione e flessibilità di tutti i passaggi burocratici per la presentazione delle liste e l’iscrizione alla lista degli elettori, obbligo quest’ultimo che si è rivelato devastante in assenza di una parallela azione di capillare informazione dei nostri concittadini residenti all’estero.
Per questi motivi è ancora più ammirevole l’impegno di quanti, in condizioni non certo favorevoli e con spirito di sacrificio e altruismo, si stanno spendendo in questi mesi per promuovere il massimo di partecipazione alle elezioni dei Comites. A loro va il plauso e il ringraziamento di chi, come me, non riuscirebbe a esercitare pienamente il mandato di rappresentante in Parlamento degli italiani nel mondo senza un continuo rapporto con il sistema di rappresentanza delle nostre collettività residenti fuori dai confini nazionali. A venti anni dal voto che per la prima volta mandò in Parlamento deputati e senatori eletti all’estero, dopo anni di battaglie politiche trasversali e sull’onda di grandi speranze e aspettative, oggi siamo purtroppo di fronte ad un’onda contraria di riflusso che vorrebbe cancellare tutte le nostre conquiste.
Il governo Meloni ha iniziato questa operazione con la vergognosa “legge Tajani” sulla cittadinanza e ha completato l’opera con l’approvazione della nuova legge elettorale che elimina le quattro ripartizioni continentali riducendole ad una al Senato e a due alla Camera. Una sostanziale eliminazione dalla rappresentanza di interi Paesi e continenti alla faccia dei princìpi di rappresentanza territoriale che erano alla base della legge sul voto all’estero voluta da tanti e spesso addebitata al grande impegno politico di un esponente di destra, Mirko Tremaglia; la legge in realtà fu approvata con il sostegno dei principali partiti di destra , centro e sinistra ma è vero che Tremaglia ne fece una battaglia quasi personale che finì per identificarlo con questa conquista.
Per questo motivo sono state significative le parole con le quali il Senatore Menia, uno dei pochi eredi rimasti di Tremaglia, ha sostanzialmente preso le distanze da questo ennesimo affronto alla dignità degli italiani all’estero. Per tutte queste ragioni oggi impegnarsi e votare per i Comites è anche una maniera concreta per fare sentire la nostra voce e sostenere quanti con coerenza e coraggio hanno mantenuto alta in questi anni la nostra bandiera, senza scoraggiarsi e credendo ancora che cambiare si può!
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