Dietro la tomba del faraone Tutankhamon c’è qualcos’altro? Può essere vero che ci sia un collegamento che cela la tomba della regina Nefertiti? Stanno cercando di capirlo gli archeologici dopo le ultime scoperte nella Valle dei Re. Un gruppo di studiosi della Ain Shams University del Cairo guidato dall’archeologo Mamdouh Eldamaty, in passato ministro egiziano delle Antichità, ha individuato nel terreno alcune anomalie che sarebbero compatibili con un complesso di corridoi e ambienti adiacenti alla tomba del faraone. I risultati dello studio sono stati pubblicati negli Occasional Papers of the Amarna Royal Tombs Project e finiti al centro di un articolo della rivista Nature. Saputo che dietro la tomba del faraone Tutankhamon potrebbero esserci altri ambienti, in molti hanno pensato a Nefertiti, la cui tomba ancora non è mai stata individuata e resta un mistero per archeologici e appassionati. Si tratta di una teoria che cominciò a circolare nel 2015 e a lanciarla fu lo studioso di egittologia inglese Nicholas Reeves, dopo esserci convinto che all’interno della sepoltura di Tutankhamon ci fosse una falsa parete: c’erano alcune linee e fessure, in una parete, e alcune pitture apparivano come modificate. Il nuovo studio dell’Università del Cairo, ora, ha invece lavorato sul terreno, utilizzando sofisticate indagini geofisiche con l’utilizzo di radar a penetrazione del suolo, ma anche con strumenti in grado di misurare la microgravità e la resistività elettrica. Questi dati, messi insieme, fanno dire agli archeologi che dietro la tomba di Tutankhamon possa esserci, nel terreno, un corridoio largo due metri e altre stanze. Dentro potrebbe forse esserci la famosa regina egiziana?
Marcella Piretti
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