Pensa “positivo” per dirsi vivo, Roberto Mancini. E’ il mantra della conferenza stampa d’apertura della enorme finestra Nations League. Ad un certo punto smette di essere un aggettivo e diventa terapia di gruppo. Il Mancini-bis comincia adesso, con tutte le buone intenzioni scontate, e qualche velatissima promessa: “Qualcosa nei prossimi 4 anni porteremo a casa”. Il ct che ha vinto l’ultimo trofeo della Nazionale sa che il suo è un secondo mandato esplorativo. Perché se è vero che “per vincere devi essere una squadra che gioca bene e si diverte” è altrettanto ovvio che la rifondazione azzurra passi per i giovani. E’ un tema ormai consumato che va di pari passo con i “troppi” stranieri in Serie A: “Dobbiamo trovare la soluzione – dice – Serve trovare giocatori che abbiano qualità tecniche sperando che possano fare il salto di qualità nei loro rispettivi club. E dobbiamo essere veloci anche per non rischiare di perdere quelli col doppio passaporto. Zoma è andato in Serie B tedesca che ha un ottimo livello, sta facendo bene e speriamo continui”. Novità, dice, ce ne saranno. Perché “il calcio si evolve, cercheremo di fare qualcosa di positivo, ci vorrà del tempo. Io parto per avere una squadra che domina, che gioca bene, che dia sempre il massimo. Non si può sempre vincere ma noi partiremo per fare questo, per vincere. Siamo tutti positivi”. Nel frattempo Mancini trova già il primo motivo di consolazione, che è fisico prima che tecnico: “Bello avere giocatori come Palestra, Dimarco e Calafiori. Nel 2021 avevamo una Nazionale con giocatori piccoli, ora siamo di livello anche dal punto di vista fisico. Stanno venendo fuori adesso tutti insieme, sono felice per questo perché hanno qualità tecniche e fisicità. Nella mia prima esperienza non avevamo tanti giocatori così, fisicamente eravamo indietro”. I giovani, dicevamo: “Per avere una squadra forte in futuro dobbiamo essere veloci nel capire i giocatori che possono darci una mano, specialmente i giovani. Vogliamo vederli sul campo. Se avessi chiamato i giocatori avanti con l’età ci sarebbero state critiche… Ho chiamato giocatori giovani perché è giusto conoscerli direttamente per avere una squadra forte in futuro, dobbiamo essere veloci a capire chi potrà stare con noi per i prossimi 4 anni”.
Mario Piccirillo
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