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A San Francisco è arrivata una nuova droga dieci volte più potente del Fentanyl

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
17 de septiembre de 2026
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A San Francisco è arrivata una nuova droga dieci volte più potente del Fentanyl
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Dante Paul Lacourte aveva sedici anni quando è morto, la mattina del 7 aprile, nell’appartamento della madre a Lower Nob Hill, San Francisco. È stata lei a trovarlo, dopo aver forzato la porta chiusa a chiave della sua camera. Le due dosi di Narcan che teneva pronte da tempo non sono bastate. L’autopsia non ha rilevato fentanil, come Christina Lacourte si aspettava, ma una sostanza fino ad allora sconosciuta agli uffici del medico legale cittadino: la ciclofina. Diciassette giorni dopo, le autorità sanitarie di San Francisco hanno confermato pubblicamente la comparsa di un oppioide sintetico dieci volte più potente del fentanil, già responsabile di decine di morti mensili in città. E’ una storiaccia, la racconta il New York Times. La ciclofina nasce da una ricerca farmaceutica belga degli anni Sessanta, mai approdata a un farmaco autorizzato perché giudicata troppo pericolosa. La formula, pubblicata all’epoca su riviste scientifiche, è oggi reperibile online e replicabile in laboratori improvvisati, senza le infrastrutture necessarie ad altre droghe. Le strisce reattive non la rilevano; servono più dosi di naloxone per contrastarne gli effetti, quando i consumatori ne portano con sé solo una o due. Il New York Times racconta la storia Dante, iniziata dopo la separazione dei genitori nel 2017: diviso tra la madre a San Francisco e il padre a Sausalito, aveva iniziato a fumare marijuana a tredici anni e poi ad acquistare pillole da spacciatori contattati su Snapchat, mentre affrontava ADHD, ansia e depressione. Terapie e centri di recupero non hanno modificato il quadro. Il padre descrive i programmi di trattamento come un sistema fallito; l’unica strategia, dice, era tenerlo in vita abbastanza a lungo da lasciargli trovare da solo una via d’uscita. L’ultima sera l’ha trascorsa con un amico, fumando e parlando di una battuta di pesca. Frequentava il Tenderloin, dove sapeva di rischiare pillole tagliate con fentanil ma le assumeva comunque, secondo la testimonianza dell’amico che lo ha riaccompagnato a casa quella notte. San Francisco conta oltre quattromila morti per overdose dal 2020, più delle vittime di Covid, omicidi e incidenti stradali messi insieme nello stesso periodo. Le analisi delle acque reflue, sospese nel 2024 per mancanza di fondi federali, sono riprese solo a luglio; i risultati, comprese eventuali nuove sostanze, saranno pubblicati in autunno. Per gli esperti resta un paradosso: il modo peggiore per scoprire l’arrivo di una nuova droga in città è un’autopsia. Le indagini sulla morte di Dante hanno portato, la scorsa settimana, all’arresto di quattro persone nei quartieri Tenderloin e Bayview-Hunters Point: pillole di ossicodone contraffatto, cocaina, crack, armi da fuoco, oltre ventimila compresse sequestrate in un solo blitz. La polizia ha ricostruito i contatti telefonici di Dante nei giorni precedenti alla morte e infiltrato agenti come acquirenti per ottenere i mandati. Pillole risultate positive alla ciclofina sono emerse anche in arresti precedenti, non collegati al caso, segno di una circolazione già più ampia.

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