Sono otto i giornalisti e comunicatori uccisi in Messico dall’inizio dell’anno, quasi uno al mese. L’ultimo è Ricardo Zúñiga Rosas, fotografo e creatore di contenuti, assassinato a colpi d’arma da fuoco sabato sera nello Stato di Puebla. Secondo l’organizzazione Artículo 19, Zúñiga Rosas aveva denunciato di aver ricevuto minacce dopo aver pubblicato fotografie e commenti critici sull’amministrazione municipale, in particolare sulla gestione di una discarica che negli ultimi anni è stata teatro di diversi incendi. Il fotografo è stato raggiunto da colpi al torace mentre si trovava nel suo negozio a Tehuitzingo ed è morto poco dopo in ospedale. Artículo 19 ha chiesto alla procura di Puebla un’indagine «pronta, esaustiva, indipendente e imparziale», includendo tra le ipotesi anche un movente legato alla sua attività giornalistica. Lo Stato di Veracruz è quello con il bilancio più pesante, con tre giornalisti uccisi quest’anno. Secondo Artículo 19, nel 2025 in Messico sono state registrate 451 aggressioni contro la stampa, oltre a sette omicidi, una scomparsa e otto tentati omicidi. L’organizzazione considera il Messico il Paese più letale della regione per esercitare il giornalismo.
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