Per la 50esima edizione del Memorial Van Damme, lo stadio del Re Baldovino si appresta ospitare nuovamente le finali della Wanda Diamond League nelle classiche due giornate, venerdì e sabato. Il circuito è all’atto conclusivo, dopo quattordici tappe che hanno prodotto quattro record del mondo, due record europei, dodici primati della Diamond League (sei maschili e sei femminili) e soprattutto alcune sfide destinate a restare impresse nella storia della manifestazione.
La finale di Bruxelles vede la partecipazione di non meno di quaranta campioni olimpici e mondiali in carica, un cast allestito grazie ai punti conquistati nei meeting che si sono susseguiti da Shanghai a Zurigo, toccando quattro continenti, Asia, Africa, Europa e Nord America, toccando l’Italia a giugno con il Golden Gala Pietro Mennea dello stadio Olimpico di Roma.
Nelle finali, con 32 Diamond Trophy da assegnare, la quota azzurra sarà rappresentata da cinque atleti: i quattro campioni d’Europa a Birmingham Gianmarco Tamberi (Fiamme Oro), Andy Diaz (Fiamme Gialle), Leonardo Fabbri (Aeronautica) e Larissa Iapichino (Fiamme Oro), e la primatista italiana dei 100 metri Zaynab Dosso (Fiamme Azzurre). Rinuncia invece Matteo Sioli (Fiamme Azzurre), primo nella classifica di Diamond League, a causa della lesione incorsa nella finale europea che ha costretto il lombardo a chiudere anzitempo la stagione. Resta tuttavia in stand by l’altro oro continentale Dariya Derkach, sesta a parità di punti nella classifica del salto triplo con Ackelia Smith, ma l’azzurra vanta nel circuito una miglior prestazione inferiore a quella della giamaicana, e subentrerà nel caso di rinuncia di una delle sei atlete che hanno guadagnato l’accesso alla finale (Sarr, Perez Hernandez, Velazco, LaFond, Povea e appunto Smith).
Venerdì tocca subito a Gianmarco Tamberi, unico italiano a gareggiare nella prima giornata. L’azzurro si presenta con la corona europea e ha in animo di conquistare il quarto Diamond Trophy, stabilendo l’ennesimo primato nella storia della Diamond League, essere l’unico altista a portare a casa quattro trofei, dopo Zurigo (nel 2021 e 2022) e Bruxelles 2024, curiosamente sempre a quota 2,34. Attualmente, il fuoriclasse marchigiano detiene, come Mutaz Essa Barshim, tre successi nelle finali del circuito. La rinuncia di Matteo Sioli spalanca le porte allo statunitense primatista stagionale (2,34) JuVaughn Harrison, che in caso di presenza del lombardo sarebbe rimasto fuori dalla finale (settimo in classifica). Gli altri qualificati sono l’ucraino Oleh Doroshchuk, il giamaicano Romaine Beckford, il polacco Mateusz Kolodzieski (vincitore anche del Gravity Tour organizzato proprio da Barshim) e il messicano argento mondiale indoor Erick Portillo. Inattaccabile il primato del meeting, 2,43 del qatarino Barshim.
Nella seconda giornata il primo degli italiani a scendere in pedana sarà il pesista Leonardo Fabbri, che detiene il record del meeting di 22,98 firmato in occasione della conquista del Diamond Trophy di due stagioni fa e tutt’ora record italiano. Per il toscano, in possesso della miglior prestazione dell’anno (22,74) c’è l’ennesimo gotha della specialità contro cui confrontarsi, gli statunitensi Jordan Geist (al personale di 22,53 a Zurigo), Joe Kovacs (quattro Diamond Trophy vinti in carriera) e Roger Steen, il giamaicano Rajindra Campbell (ennesimo record nazionale a Brescia con 22,59) e il neozelandese Tom Walsh, settimo nella classifica che promuove nella finali dei concorsi i sei migliori, ma presente al posto del primatista mondiale Ryan Crouser, infortunato.
Anche Andy Diaz vanta già tre vittorie nelle finali della Diamond League. Nel 2022 (da cubano), 2023 e 2025 (da italiano). Insieme al rivale portoghese Pedro Pichardo, è l’unico finalista che ha già conquistato tre Diamond Trophy. Inavvicinabili i sette successi di Christian Taylor, è invece tutt’altro che un miraggio il miglioramento del suo primato del meeting di 17,66, in auge da sette stagioni. Completano il cast i due giamaicani Jordan Scott e Jaydon Hibbert, il primatista algerino Yasser Triki e il cubano Lazaro Martinez. Pronti a subentrare per eventuali forfait, il brasiliano Almir dos Santos e lo statunitense Russell Robinson.
Per la lunghista Larissa Iapichino c’è l’obittivo del terzo Diamond Trophy consecutivo dopo i successi del 2024 e 2025. Tra le qualificate alla finale, appare certa la rinuncia della tedesca Malaika Mihambo, che ha riportato una lesione muscolare nella tappa di Chorzow. Finale quindi per la statunitense Alyssa Jones, le connazionali Monae’ Nichols e Claire Bryant, la portoghese Agate de Sousa e la francese Hilary Kpatcha.
Corsia in finale conquistata da Zaynab Dosso, settima a parità di punti nella classifica del circuito al termine delle quattordici tappe. Per la primatista italiana è la prima finale di Diamond League che arriva in una stagione iniziata con il titolo mondiale indoor sui 60 metri a Torun (con primato italiano di 6.99) e con un piazzamento non all’altezza delle ambizioni a Birmingham. Salta la sfida tra la campionessa olimpica Julien Alfred (vincitrice nelle ultime due edizioni ma al via soltanto nei 200) e quella mondiale Melissa Jefferson-Wooden. Crescono le chance per le giamaicane Tina Clayton e Jonielle Smith, l’iridata di Budapest Sha’Carri Richardson, la campionessa europea Amy Hunt e la lussemburghese Patrizia van der Weken. Record del meeting, 10.72 di Shelly-Ann Fraser-Pryce.
Le finali della Wanda Diamond League a Bruxelles saranno trasmesse in diretta su RaiSport e Sky Sport Arena, venerdì 4 e sabato 5, nella fascia oraria compresa tra le 20 e le 22.
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