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Depressione e cervello: scoperto perché l’ippocampo fatica a produrre nuovi neuroni

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
2 de septiembre de 2026
in Salud
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Depressione e cervello: scoperto perché l’ippocampo fatica a produrre nuovi neuroni
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Il cervello di chi è affetto da depressione ha difficoltà a produrre nuovi neuroni, in una regione in cui si pensa che il processo di neurogenesi continui anche in età adulta: l’ippocampo, una parte del cervello che ha un ruolo fondamentale nella memoria e nell’apprendimento. La realizzazione di un atlante molto dettagliato dell’ippocampo umano adulto ha permesso di osservare come, nel cervello di chi è affetto da depressione maggiore, la nascita di nuovi neuroni subisca un rallentamento prima che le cellule nervose arrivino alla maturità. I risultati dello studio, che potrebbe suggerire nuovi bersagli terapeutici per chi soffre di depressione, sono stati pubblicati su Nature Medicine.

Ricambio generazionale: il ruolo dell’ippocampo

L’analisi si è concentrata sull’ippocampo perché si ritiene che questa struttura, centro della memoria, conservi cellule progenitrici dei neuroni nonché cellule neurali in diversi stati di maturazione. A lungo si è ritenuto che nel cervello adulto la produzione di nuovi neuroni fosse sostanzialmente cessata, ma negli ultimi anni si è fatta largo l’ipotesi che nell’ippocampo continui ad avvenire, e che una parte dei neuroni in questa struttura sia periodicamente rinnovata. Comunque, l’entità del processo di neurogenesi (la formazione di nuovi neuroni) nel cervello adulto è ancora oggetto di discussione.

Le varie età dei neuroni e l’analisi genica

Un gruppo di neuroscienziati della Columbia University di New York ha analizzato post-mortem il tessuto cerebrale di 30 persone, 11 delle quali affette da depressione maggiore o depressione clinica. Il sequenziamento dell’RNA nel nucleo di quasi 500 mila cellule dell’ippocampo ha fornito una «fotografia» dell’attività genica di ciascuna cellula. E poiché gli scienziati sanno quali geni sono associati alle varie «età» di una cellula, cioè alle sue diverse fasi di maturazione, questa istantanea ha permesso di capire in che stadio di vita si trovassero le cellule analizzate.

Maturazione azzoppata: cosa succede nelle fasi intermedie

Con queste informazioni, gli scienziati hanno individuato una traiettoria nella genesi di nuovi neuroni: si inizia dalle cellule staminali neurali, che diventano poi progenitrici neurali intermedie, quindi precursori dei neuroni (neuroblasti), infine neuroni immaturi. Chi al momento della morte soffriva di depressione, mostrava una maggiore prevalenza di cellule staminali neurali e una minore di neuroblasti, rispetto al gruppo di controllo. Come se le carte di partenza per produrre nuovi neuroni fossero presenti, ma qualcosa in una qualche fase del processo fosse poi andata storta. Tuttavia, questi pazienti non mostravano una minore proporzione di neuroni immaturi rispetto agli altri, cosa che sarebbe accaduta se la neurogenesi si fosse bloccata.

Relazione da chiarire ed eventuali nuovi bersagli terapeutici

Lo studio non permette di chiarire se la difficoltà nel produrre nuovi neuroni abbia un ruolo nella genesi della depressione, una malattia che coinvolge diverse aree cerebrali oltre all’ippocampo, o se invece sia più probabile il contrario, che la depressione determini difficoltà nel processo di neurogenesi. Tuttavia, la scoperta apre le porte a possibili bersagli terapeutici contro questa difficoltosa produzione di cellule nervose: diverse vie metaboliche, tra quelle individuate dai ricercatori come potenzialmente responsabili del disturbo del processo di neurogenesi (come lo stress cellulare, un’alterata plasticità delle sinapsi, o l’attivazione immunitaria) sono infatti potenzialmente trattabili con farmaci.

Elisabetta Intini

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