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“Ho divorziato dalla donna più bella del mondo”: le confessioni di Guardiola al City

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
18 de agosto de 2026
in Deportes
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“Ho divorziato dalla donna più bella del mondo”: le confessioni di Guardiola al City
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Uno spogliatoio che diventa confessionale, un allenatore che si scopre uomo prima ancora che tecnico. È quanto emerge da “Beautiful Obsession”, la docuserie che ripercorre le ultime stagioni di Pep Guardiola sulla panchina del Manchester City, disponibile da domani in Gran Bretagna e Irlanda su Prime Video. Tra retroscena mai raccontati prima, il documentario svela momenti di fragilità e tensione rimasti finora nascosti al pubblico. Buona parte dei primi due episodi è dedicata all’impatto che il divorzio dalla moglie Cristina Serra ha avuto sullo spogliatoio. A raccontarlo è il vice di Guardiola, Manel Estiarte: “Non sono mai andato nello spogliatoio a parlare con i giocatori, solo una volta. Erano preoccupati perché Pep era nervoso, triste, diverso, e solo io ne conoscevo il motivo. Ho detto alla squadra: state vedendo un essere umano. Sta divorziando”. Fu poi lo stesso Guardiola a comunicarlo direttamente ai giocatori, a Torino, dopo la sconfitta in Champions League: “Ho divorziato dalla donna più bella del pianeta, mia moglie, la mia ex moglie. La amo incredibilmente, ma abbiamo perso la passione. La amo? Sì, assolutamente. Lei mi ama? Sì, ma abbiamo perso la passione”. Un momento che sembra anticipare già le riflessioni sul proprio futuro: “Questa è la mia sconfitta: se sono un problema, dovete dirmelo. Non resterò qui per i soldi o solo per restare, non voglio sentirmi costretto a scappare da voi. Se sono un problema, ditemelo. Questo non cambierà l’amore che provo per voi, nemmeno per un secondo”. Non mancano nel documentario momenti di scontro aperto, come quello con il capitano Kyle Walker nello spogliatoio di Anfield, dopo la sconfitta contro il Liverpool nel dicembre 2024. Guardiola aveva fatto il nome dei giocatori responsabili degli errori, criticando in particolare una palla persa proprio da Walker, che aveva reagito stizzito: “In ogni fottuta riunione, il mio nome viene fuori”. Alla risposta di Pep – “Forse perché sei il capitano” – il difensore aveva ribattuto senza mezzi termini: “Non volevi che fossi il capitano”. La docuserie raccoglie anche numerosi discorsi motivazionali rivolti alla squadra, come questo: “Nella vita, qualunque cosa facciate, fatela con passione. Non voglio bravi giocatori, voglio giocatori con passione”. Ma emergono soprattutto i momenti di profondo tormento personale legati al lavoro. Dopo il pesante 4-2 subito contro il PSG nella fase a gironi di Champions League, Guardiola racconta di aver perso completamente la voglia di mangiare, bere o dormire. In un’altra scena, insieme a Estiarte e a Pep Lijnders, assistente nell’ultima stagione, si confronta con i sensi di colpa per aver lasciato in panchina alcuni giocatori. Dopo lo 0-2 subito contro il Bayer Leverkusen, la tensione esplode in un vero e proprio sfogo: “Forse dovrei scusarmi per aver fatto 10 cambi. È impossibile giocare a calcio senza coraggio, ma porca miseria, ragazzi. Ognuno deve pensare: sono il migliore, lo dimostrerò”. Segue una crisi di rabbia dai toni durissimi: “Voglio trasmettervi quanto amo il mio lavoro, e voglio darvelo, ma voi non me lo restituite, ragazzi. E sapete cosa succederà? Avrete un altro allenatore. Quando vedo una sola faccia triste alla fine della stagione, vi uccido. Ragazzi, vi uccido. Quando vedo la vostra faccia lamentarvi di qualcosa, delle mie decisioni, vi uccido. Lavoro per voi, vivo la mia vita, il mio divorzio, la mia famiglia lontana e tutto il resto, per tutti voi. E cosa mi date in cambio? Le vostre prestazioni di merda, tutti quanti. È una vergogna, ragazzi. Che schifo”.

Amedeo Liris

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