Un robot che cammina, parla, quasi sembra pensare. E che, in teoria, potrebbe anche origliare. È da questo scenario, non più tanto fantascientifico, che parte la nuova mossa degli Stati Uniti contro la tecnologia cinese.
COSA HA DECISO LA FCC
La Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia che regola le telecomunicazioni negli USA, ha aggiunto due nuove categorie alla propria Covered List, il registro dei prodotti considerati un rischio per la sicurezza nazionale: i robot avanzati, umanoidi e quadrupedi e gli inverter di potenza connessi a internet, entrambi prodotti all’estero. Da qui in avanti, i nuovi modelli non potranno più ottenere l’autorizzazione per essere venduti sul mercato americano.
IL VERO TIMORE: LO SPIONAGGIO
Il comunicato della FCC non nomina mai esplicitamente la Cina, ma il bersaglio è chiaro. Il punto centrale della decisione riguarda un rischio molto concreto: questi dispositivi, essendo connessi a internet, potrebbero raccogliere dati sensibili sugli utenti americani e, soprattutto, essere comandati da remoto da soggetti ostili. In un momento di tensioni crescenti tra le due potenze, un robot umanoide che si muove dentro una fabbrica o un ufficio, o un inverter collegato alla rete elettrica di un data center, smette di essere un semplice dispositivo e diventa un potenziale canale attraverso cui osservare, raccogliere informazioni o, nei casi più estremi, sabotare infrastrutture critiche.
CHI VIENE COLPITO
Tra le aziende più esposte c’è Unitree, colosso cinese dei robot umanoidi con quasi il 20% del mercato globale, già segnalata dal Pentagono per presunti legami con l’apparato militare cinese. Sul fronte degli inverter, invece, a essere coinvolte sono realtà come Sungrow e Huawei, quest’ultima già bersaglio di restrizioni USA in passato. Il divieto non tocca i prodotti già acquistati dai consumatori né impedisce ai rivenditori di vendere i modelli già autorizzati: colpisce solo i dispositivi futuri, quelli che dovrebbero ancora entrare nel mercato.
UNA GUERRA TECNOLOGICA PIÙ AMPIA
La mossa si inserisce in una strategia più ampia di Washington per ridurre la dipendenza da tecnologia cinese, dopo l’esperienza delle terre rare, i minerali critici che la Cina controlla per circa l’80% del mercato mondiale. Il Congresso sta intanto discutendo ulteriori restrizioni, mentre il dibattito si allarga anche all’intelligenza artificiale: da una parte chi chiede regole più severe sull’accesso della Cina ai chip avanzati, dall’altra chi avverte che isolare troppo la tecnologia cinese rischia di rivelarsi controproducente. Pechino, dal canto suo, ha già fatto sapere che risponderà se i propri interessi verranno danneggiati.


