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Home Cultura

IL PREMIO DEAN MARTIN COMPIE 18 ANNI: A MONTESILVANO UNA NOTTE DI MUSICA, RADICI E MEMORIA.

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
1 de agosto de 2026
in Cultura
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IL PREMIO DEAN MARTIN COMPIE 18 ANNI: A MONTESILVANO UNA NOTTE DI MUSICA, RADICI E MEMORIA.
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OSPITE SPECIALE PIERDAVIDE CARONE


Ci sono partenze che cambiano una vita e radici che nessuna distanza riesce a cancellare. Ci sono storie che attraversano oceani e generazioni e altre che, anche a distanza di settant’anni, continuano a chiedere di essere raccontate. È dentro questo filo di memoria, musica e appartenenza che il Premio Dean Martin compie 18 anni.
Sabato 1° agosto 2026, dalle ore 21.15, l’Arena dei Fiori di Montesilvano ospiterà la XVIII edizione della manifestazione dedicata a Dean Martin, al secolo Dino Crocetti, figlio di emigranti abruzzesi diventato una delle più grandi icone dello spettacolo mondiale.
Un’edizione della “maggiore età” che vuole tornare al cuore più autentico del Premio: raccontare l’Abruzzo attraverso le persone che sono partite, quelle che hanno costruito il proprio futuro lontano e quelle che, anche dopo generazioni, continuano a riconoscere nelle proprie origini una parte fondamentale della loro identità. Ad arricchire la serata ci sarà un ospite musicale speciale: Pierdavide Carone. Cantautore e autore, Carone si è fatto conoscere dal grande pubblico con la nona edizione di Amici, dove si è classificato terzo conquistando anche il Premio della Critica. Nel 2010 ha firmato Per tutte le volte che…, il brano interpretato da Valerio Scanu che vinse il Festival di Sanremo. Due anni dopo è salito personalmente sul palco dell’Ariston con Nanì, al fianco di Lucio Dalla, che produsse il progetto discografico e diresse l’orchestra durante la sua esibizione. Un incontro artistico che ha segnato profondamente il suo percorso. Nel 2025 Carone è tornato protagonista in televisione vincendo Ora o mai più su Rai 1. A Montesilvano arriverà per salutare il pubblico e regalare alla XVIII edizione un momento musicale speciale.
A ricevere il XVIII Premio Dean Martin saranno Benedetta Rinaldi, Davide Cavuti, Andrea Cristoforetti, Carlo D’Andrea, Bruno Rosato e Antonio Di Donato.
Benedetta Rinaldi, giornalista e volto televisivo, sarà premiata per una carriera contraddistinta da competenza e sensibilità e per il particolare impegno nel racconto degli italiani nel mondo, da Community – L’altra Italia a Gli Italians, dando voce alle loro storie e al rapporto con il Paese d’origine.
Con Bruno Rosato il Premio attraverserà invece l’Atlantico. Attore, casting director e produttore cinematografico, nato a Montréal da una famiglia originaria di Fallo, in provincia di Chieti, Rosato incarna pienamente lo spirito della manifestazione: un figlio dell’emigrazione abruzzese che si è affermato nel cinema internazionale senza perdere il legame con la terra dalla quale partì la sua famiglia.
Dall’Abruzzo all’Africa conduce la storia di Andrea Cristoforetti, oggi Commissario Tecnico della Nazionale di calcio a 5 dello Zambia. Un percorso nel quale lo sport è diventato occasione di crescita, formazione e incontro tra culture differenti.
Con l’avvocato Carlo D’Andrea il viaggio raggiungerà invece la Cina e i Paesi emergenti, attraverso una carriera internazionale costruita creando relazioni e ponti tra economie, sistemi e culture diverse.
A completare il gruppo dei premiati sarà Antonio Di Donato, ricercatore e appassionato della storia e del patrimonio culturale abruzzese. Uno dei momenti più suggestivi della serata sarà dedicato ai suoi studi sulla figura di Padre Simone Mascetta, accompagnati dalle note della musica di Ennio Morricone per Mission.
La serata vivrà uno dei suoi momenti più intensi. Montesilvano e Torre de’ Passeri saranno unite in diretta nel nome di Marcinelle.
Sul palco dell’Arena dei Fiori ci sarà Davide Cavuti, compositore, regista e autore abruzzese, che riceverà dal sindaco Ottavio De Martinis il Premio Dean Martin anche per il lavoro dedicato alla memoria della tragedia mineraria attraverso il teatro e il cinema. Contemporaneamente, dalla Festa de Il Centro a Torre de’ Passeri, saranno collegati Luca Telese, direttore del quotidiano Il Centro, e Domenico Ranieri, caporedattore.
Tre protagonisti, due piazze e una sola memoria da custodire.
Cavuti, Telese e Ranieri hanno firmato insieme la sceneggiatura del docufilm Le voci di Marcinelle, diretto da Davide Cavuti, che ne è anche autore del soggetto e della colonna sonora. Luca Telese accompagna inoltre il racconto come narratore nei luoghi della memoria.
Il docufilm torna sulla tragedia del Bois du Cazier dell’8 agosto 1956, nella quale persero la vita 262 minatori: 136 erano italiani e 60 abruzzesi.
Durante il collegamento, mentre Davide Cavuti sarà premiato a Montesilvano, il Premio Dean Martin raggiungerà idealmente Torre de’ Passeri, dove saranno premiati dal presidente della Provincia Giorgio De Luca anche Luca Telese e Domenico Ranieri per il loro contributo alla sceneggiatura e al racconto di una ferita che appartiene profondamente alla memoria dell’Abruzzo e dell’Italia.
Sarà uno dei momenti simbolicamente più forti della XVIII edizione: due piazze abruzzesi unite per ricordare uomini che settant’anni fa lasciarono questa terra in cerca di lavoro e di un futuro. La fotografia del docufilm è firmata da Matteo Veleno, a sua volta insignito del Premio Dean Martin tre anni fa.
Ma parlare degli abruzzesi nel mondo significa anche guardare al presente. La serata aprirà una finestra sul Venezuela e sulla comunità abruzzese presente nel Paese, coinvolta dalle conseguenze del terremoto. Attraverso la testimonianza di un’associazione impegnata negli aiuti umanitari saranno raccontate le difficoltà delle comunità coinvolte e le iniziative di solidarietà messe in campo per sostenere persone e famiglie.
Un modo per ricordare che l’emigrazione non appartiene soltanto alle fotografie in bianco e nero e alle valigie del passato. È fatta anche dei figli e dei nipoti di chi partì, di comunità che continuano a custodire lingua, tradizioni e memoria familiare dall’altra parte del mondo e di un legame che torna a farsi concreto soprattutto nei momenti di difficoltà.
Nel corso della serata sarà conferito anche il Premio Gaetano Crocetti, intitolato al padre di Dean Martin e dedicato alla memoria dell’emigrazione e al legame degli abruzzesi con la propria terra. A riceverlo saranno Duilio Rabottini, Generoso D’Agnese e Geremia Mancini, per il loro impegno nel custodire, studiare e raccontare le storie degli abruzzesi nel mondo. Gaetano Crocetti diventa così il simbolo non soltanto del padre di una star mondiale, ma di un’intera generazione di uomini e donne che lasciarono l’Abruzzo portando con sé lingua, tradizioni, cultura del lavoro e un sentimento di appartenenza destinato a sopravvivere nelle generazioni successive.


A tenere insieme le storie sarà la musica. Sul palco dell’Arena dei Fiori ci sarà l’Orchestra Dean Martin, diretta dal Maestro Antonella De Angelis, con Riccardo Crisante alla voce e Stefano Maria Pardo al pianoforte e voce. Il repertorio attraverserà idealmente l’Oceano, dalle atmosfere rese immortali da Dean Martin alla grande canzone italiana, accompagnando le storie dei premiati. A questo viaggio si aggiungerà la voce e la scrittura di Pierdavide Carone, in un incontro tra la tradizione che il Premio custodisce da diciotto anni e la canzone d’autore contemporanea.
“Diciotto anni sono un traguardo che emoziona, perché dentro questo Premio ci sono ormai centinaia di storie, volti, partenze e ritorni – sottolinea la direttrice artistica Alessandra Portinari –. Quando abbiamo iniziato, volevamo raccontare Dean Martin partendo da ciò che c’era prima della leggenda: Dino Crocetti, un ragazzo figlio dell’emigrazione abruzzese. Con il tempo abbiamo capito che attraverso di lui potevamo raccontare migliaia di altre storie. Quest’anno Marcinelle ci riporta alla parte più dolorosa di quelle partenze. Sessanta abruzzesi persero la vita in quella miniera e credo che ricordarli, unendo idealmente Montesilvano e Torre de’ Passeri, significhi restituire loro un pezzo della terra che avevano dovuto lasciare. Allo stesso tempo guarderemo al Venezuela, perché le nostre comunità all’estero non appartengono al passato: sono vive, mantengono un rapporto profondo con l’Abruzzo e nei momenti di difficoltà dobbiamo far sentire loro che quella distanza non è mai abbastanza grande da separarci. Poi ci sono le storie dei premiati, così diverse e così simili nel loro rapporto con le radici, e c’è la musica. Avere con noi Pierdavide Carone rende ancora più speciale questa diciottesima edizione. Vorrei che il 1° agosto l’Arena dei Fiori diventasse una casa simbolica per chi è rimasto, per chi è partito e per chi, magari senza esserci mai vissuto, continua a sentire l’Abruzzo come una parte di sé. Perché le radici non ci impediscono di andare lontano: ci ricordano semplicemente da dove siamo partiti”.
La XVIII edizione sarà così un viaggio tra Abruzzo e mondo, memoria e contemporaneità, partenze e ritorni: dal Canada alla Cina, dall’Africa al Venezuela, passando per Marcinelle e per le comunità italiane all’estero.

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