“Importante ed esaustiva l’audizione di oggi del procuratore De Lucia in Commissione Antimafia, la cui relazione precisa e puntuale ha avuto il merito non solo di evidenziare i problemi presenti nel sistema carcerario ma di offrire proposte serie e concrete.A lui va il ringraziamento per quanto sta facendo a Palermo nella guida di una Procura storicamente importante e delicata e nell’azione concreta ed efficace di contrasto alla mafia, che gli ultimi episodi criminali confermano che non va sottovalutata. Da partesua il governo Meloni fin dal suo insediamento ha cercato di affrontare queste criticità nella consapevolezza che si tratta di problemi che hanno radici lontane nel tempo. In particolare, sul piano della gestione delle carceri e, nello specifico, la disciplinadei circuiti di Alta Sicurezza sono state poste al centro di una decisa strategia di sicurezza nazionale, volta a contrastare con la massima fermezza la criminalità organizzata e il terrorismo. I principali interventi, le direttive operative e le posizionipolitiche assunte dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni hanno rappresentano una netta inversione di rotta rispetto ai governi precedenti. Questo, ad esempio, si è tradotto nella chiusura permanente delle celle nei reparti di Alta Sicurezza con il chiarointento di impedire che i clan mafiosi e camorristici potessero esercitare gerarchie, intimidazioni e riorganizzarsi all’interno delle sezioni degli stessi istituti penitenziari. Così come abbiamo rivisto radicalmente i criteri per l’accesso alle misure alternativeo premiali per chi si trova ristretto in questi circuiti di Alta Sicurezza. Anche sul tema del contrasto ai droni e all’utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei detenuti in carcere per comunicare con l’esterno questo governo ha risposto con misure all’altezzacon stanziamenti e dotazioni adeguati. Siamo consapevoli che ci sia ancora da lavorare, e le analisi del procuratore rappresentano un punto di riferimento prezioso, ma siamo fieri di quanto abbiamo fatto nel solco del grande insegnamento che con il loro estremosacrificio ci hanno lasciato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”.



