“Un sonoro schiaffo in faccia” a Donald Trump e Gianni Infantino, vista dal Belgio; “una sconfitta dolorosa e pure imbarazzante”, con “gran parte del mondo” a celebrare l’umiliazione inflitta al team Usa, vista dagli Stati Uniti. Si ragiona anche così, da Bruxelles a Washington, sul 4-1 rifilato dai “diavoli rossi” alla nazionale a stelle e striscie, padrona di casa del Mondiale e finita al centro delle polemiche per la controversa decisione della Fifa di annullare la squalifica, dopo un cartellino rosso, del suo attaccante Folarin Balogun. A titolare sullo “schiaffo in faccia a Infantino e Trump” è il principale quotidiano del Belgio, Le Soir. La frase è una citazione di Philippe Albert, ex colonna dei “diavoli rossi” negli anni Novanta, oggi opinionista televisivo di punta. Il riferimento è alla telefonata con la quale il presidente americano ha detto di aver chiesto al capo della Fifa di rivedere la squalifica di Balogun, espulso durante i sedicesimi di finale contro la Bosnia Erzegovina e dunque destinato alla tribuna con il Belgio. L’attaccante è invece sceso in campo e paradossalmente, annota la Cnn, questo non ha fatto che peggiorare le cose per gli Stati Uniti. “Sconfitta dolorosa”, sottolinea l’emittente americana. “Ad aumentare l’imbarazzo c’è il fatto che gran parte del mondo trarrà soddisfazione dall’umiliazione degli Stati Uniti dopo le polemiche suscitate dalla decisione della Fifa di revocare la squalifica”. Le proteste, dalla federazione calcistica del Belgio alla Uefa, fino ai tifosi di mezzo mondo, erano già diventate un caso internazionale. Lo testimonia anche il titolo dell’edizione cartacea di oggi del New York Times, confezionato prima ancora del 4-1: “Trump difende il suo intervento su Balogun mentre il mondo del calcio lo fischia”.
Vincenzo Giardina



