“L’inno d’Italia, al pari della bandiera, è uno degli elementi distintivi della nazione e il mio disegno di legge mira a inserirlo nell’articolo 12, laddove già è disciplinata la bandiera, che è la parte valoriale della Costituzione, quella che enuncia i principi su cui si fonda la Repubblica italiana. Io credo che questi principi, e quindi questi simboli, non sia né di destra né di sinistra, né della maggioranza né dell’opposizione e quindi siano di tutti gli italiani”. Così la senatrice Fdi Susanna Donatella Campione, prima firmataria della proposta di legge per inserire l’inno nazionale in Costituzione. La proposta è stata presentata oggi nella Sala Kock del Senato e, ha spiegato la senatrice, “attualmente il disegno di legge è già assegnato alla prima commissione Affari costituzionali del Senato ed è già iniziata discussione generale. Abbiamo cominciato nel modo giusto e ringrazio il senatore De Priamo, che sarà il relatore, perché ha voluto velocizzare il procedimento incardinandolo subito in commissione. È già iniziata la discussione generale e confido che in tempi brevi il disegno di legge possa approdare in Aula”. Al momento non hanno ancora firmato la proposta “Avs e M5s che hanno chiesto un supplemento di valutazione, ma confido che nell’iter che porterà il disegno di legge in Aula tutti i gruppi che siedono in Senato possano condividerlo”, ha detto Campione. Tra le ragioni che hanno portato alla stesura della proposta, l’importanza dei simboli che “sono sostanza e sono ciò attraverso cui gli italiani si riconoscono e vengono riconosciuti” e poi la necessità di “proteggere l’inno”. Campione ha spiegato infatti che “viene considerato inno con una legge ordinaria, che quindi può essere facilmente cambiata, modificata o addirittura abrogata“. Del canto di Mameli la senatrice ha detto di preferire “sicuramente l’inizio, le prime strofe, perché sono quelle che immediatamente commuovono, ci aprono il cuore e ci fanno riconoscere come italiani in tutto il mondo”.
Nicoletta Di Placido



