Mille anni non bastano. La Quercia Maggiore della foresta di Sherwood, nel Nottinghamshire, l’albero più celebre d’Inghilterra e uno dei più antichi d’Europa, non ha prodotto foglie questa primavera. È morta. L’albero aveva una circonferenza di undici metri e una chioma che si estendeva per ventotto. Ogni anno attirava 350.000 visitatori. Alla leggenda di Robin Hood era legata da secoli: si narrava che il fuorilegge e la sua banda vi trovassero rifugio durante la fuga dallo sceriffo di Nottingham. Nell’inverno del 2010, la neve caduta sul tronco aveva disegnato un’immagine quasi perfetta di Fra Tuck. A ucciderla non è stata una sola causa, ma una sovrapposizione di traumi accumulati nel tempo. Due secoli di turismo hanno compattato il terreno intorno alle radici, privandolo di ossigeno e vita microbica. L’estrazione del carbone sottostante ha alterato la falda acquifera. E poi il clima: cinque estati consecutive con scarse precipitazioni e temperature anomale, culminate nell’ondata di calore del luglio 2022, quando la Gran Bretagna toccò i quaranta gradi. Paradossalmente, anche i tentativi di salvarla hanno contribuito alla fine. Nel 1904 furono installati puntelli e catene metalliche per sostenere i rami. Negli anni Sessanta le parti cave vennero riempite di cemento, i rami rivestiti di piombo, poi di fibra di vetro. Quei supporti, che impedivano all’albero di collassare su se stesso, lo costringevano però a pompare acqua verso i rami esterni invece di concentrare le energie nel tronco. Le querce antiche, se lasciate indisturbate, perdono i rami e crescono verso il basso, riducendo il proprio fabbisogno idrico con l’avanzare dell’età. Alla Quercia Maggiore non fu mai concesso di farlo. La RSPB, che gestisce il sito dal 2018, aveva tentato negli ultimi tre inverni di arieggiare e nutrire le radici soffocate, riportando qualche segno di vita nel terreno. Troppo tardi. L’anno scorso l’albero aveva prodotto pochissime foglie; quest’anno nemmeno un germoglio. Resterà in piedi. Il legno morto ospita un quarto di tutte le specie forestali e la quercia conserva un valore ecologico che non scompare.
Mario Corso



