Siete d’accordo sul fatto che fosse disgustoso che il fascismo attribuisse all’università il ruolo strategico di creare un “nuovo uomo”? Che sia stato un abominio fare degli atenei dei semplici centri di propaganda e obbedienza? Bene. Perché allora nessuno dice nulla contro il fatto che oggi insegnare all’università vuol dire perseguire gli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 (il nuovo fascismo)? Non è una vergogna che ci siano governanti che dettano ai docenti quali devono essere gli obiettivi dei loro insegnamenti?
Carlo Lottieri



