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Il piano che terrorizza Pd e centrodestra

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
12 de junio de 2026
in Italia, Política
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Il piano che terrorizza Pd e centrodestra
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Mentre la sinistra-sinistra vara la sua nuova lista civetta, il centro riformatore ha l’occasione di andare oltre la stagione degli infantilismi. Chi è Alessandro Onorato? Un assessore romano molto in gamba che comincia, su ispirazione del Richelieu del Campo Largo, Goffredo Bettini, ad avere uno spazio nazionale, tanto da essere presentato come — leggo su Repubblica — “l’enfant prodige” della politica romana. A occhio, guardando i suoi Instagram, un Renzi 2.0: la vendetta. La differenza è che, visti i precedenti, Onorato viene custodito al di fuori del recinto del Pd, nella speranza che il suo nuovo partito “civico” — formato da amministratori locali — innervi con sangue fresco la coalizione di sinistra senza mettere a rischio la segreteria Schlein. Progetto Civico, questo il nome, si presenterà al mondo il prossimo 12 giugno alla presenza di tutti i vertici del Campo Largo. Tutti i vertici, ho scritto? Ho sbagliato. Mi sono fatto ingannare proprio dall’articolo odierno di Repubblica, dove si legge che “sarà presente tutto l’arco costituzionale del Campo Largo: dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, ai leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, Europa Verde, Angelo Bonelli, e +Europa, Riccardo Magi”. No, Matteo Renzi non è previsto nel manifesto di convocazione. Non fa parte dell’arco costituzionale del Campo Largo? C’è una fatwa su di lui del professor Gustavo Zagrebelsky e di Enzo Iacchetti? Non lo sappiamo. Sappiamo però che non c’è. Evidentemente ha fiutato l’aria del trappolone, visto che il mandato di Onorato è, se ho ben capito, quello di non strappare nemmeno un voto al partito di Schlein. Dagli altri, comunque, ne riceverebbe pochi. Un progetto che a Renzi deve apparire ben studiato e piuttosto malizioso. Nei giorni scorsi si è però manifestato un fatto nuovo che potrebbe intralciare i disegni dei vertici del Campo Largo. Dopo molti scontri e ripensamenti, Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo e a suo tempo segretaria dei giovani della Margherita, ha rotto con il Pd e ha creato una sua associazione politica attingendo ad aree diverse: dai riformisti del Pd e della sinistra all’area liberale che oggi si ritrova in Europa Radicale, fino ai senza patria partitica. L’appello di Spazio Pubblico è rivolto a chi rifiuta i giochi senza costrutto di due schieramenti che si somigliano così tanto da doversi insultare quotidianamente per distinguersi; a chi è deluso dai litigiosi tentativi falliti di aprire spazi al centro; a chi non sopporta le reticenze degli uni e degli altri sull’aiuto militare all’Ucraina democratica contro l’imperialismo russo; a chi teme che l’estremismo pro-Pal si traduca nel sostegno rossobruno a tutti gli antisemitismi latenti. La differenza rispetto all’operazione Onorato è tutta qui. Se Progetto Civico nasce per ampliare il perimetro del Campo Largo, Spazio Pubblico potrebbe ambire a qualcosa di diverso: costruire un soggetto politico capace di dialogare con elettori provenienti da entrambe le coalizioni e con quanti oggi non si sentono rappresentati da nessuna delle due. Vedremo se Picierno riuscirà nell’impresa di fare di Spazio Pubblico il soggetto aggregatore di quanti hanno perso ogni fiducia nell’agitato immobilismo dei due schieramenti che si contendono il governo. Se riuscisse ad aggregare l’elettorato oggi disperso tra le varie liste di ispirazione liberaldemocratica e, nel tempo, i sondaggi indicassero un consenso simile a quello che quelle stesse liste hanno raccolto, separatamente, nel recente passato, il panorama politico ne verrebbe scombussolato. A destra come a sinistra, tutti dovrebbero fare i conti non con le modeste oscillazioni sismiche dei sondaggi ma, finalmente, con la realtà dei temi e delle soluzioni liberali. In quel caso, a destra come a sinistra, diventerebbe più difficile continuare a ragionare esclusivamente in termini di alleanze, veti e giochi di palazzo. Tornerebbero al centro del confronto questioni spesso rimaste ai margini: il ruolo dell’Italia in Europa, la competitività economica, la riforma delle istituzioni, la difesa dello Stato di diritto, il sostegno alle democrazie minacciate. Le conseguenze potrebbero farsi sentire anche nell’area minoritaria del centrodestra, dove una proposta liberale, europeista e meno acquiescente verso gli strappi sovranisti potrebbe trovare ascolto. Soprattutto se Picierno comincerà a rivolgersi anche a quest’area, ricordando la sua campagna controcorrente nella sinistra per il sì al referendum sulla separazione delle carriere e il suo intransigente federalismo europeo. È una sfida difficile. Ma almeno pone una domanda che la politica italiana evita da troppo tempo: esiste ancora uno spazio per un centro che non sia soltanto una sottocorrente di uno dei due schieramenti? È una sfida difficile, ma il fatto stesso che la domanda sia tornata sul tavolo è già una buona notizia politica.

Marco Taradash

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