Mentre aerei statunitensi erano già pronti a lanciare un ennesimo attacco sull’Iran, è giunto nelle scorse ore l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: stop ai raid, c’è l’intesa con Teheran. La firma potrebbe concretizzarsi questo fine settimana in Europa. “Abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo”, ha incalzato il capo della Casa Bianca secondo il quale a dare il loro assenso ci sarebbero i Paesi mediatori e quelli coinvolti nel Golfo. Le trattative, ha precisato il presidente americano, sono proseguite nonostante il fuoco incrociato sui cieli del Golfo Persico, «sono state portate ai massimi livelli della leadership iraniana e approvate sia a livello concettuale che nel dettaglio». Stando a quando riferito dalla testata statunitense, Axios, che cita fonti diplomatiche americane la firma dovrebbe avvenire a Ginevra e quattro aerei da carico C17 sono diretti in Europa per allestire la cerimonia. Trump annuncia già la presenza del vicepresidente Usa, James David Vance, alla firma dell’intesa e lo sblocco immediato subito dopo alla navigazione nello Stretto di Hormuz, su cui per ora, chiarisce, resta il divieto di passaggio. A spezzare lo stallo, secondo il sito statunitense, sarebbe stata la missione dei mediatori del Qatar che mercoledì si erano recati a Teheran con l’obiettivo di finalizzare l’accordo. Tuttavia, l’Iran ha affermato che non c’è ancora una conferma definitiva riguardo a un’intesa con gli Stati Uniti: «Non abbiamo ancora raggiunto una conclusione in merito. La questione è al vaglio delle istituzioni competenti e, qualora si giungesse a una conclusione, ne saremo informati», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei. Una smentita era giunta anche poco dopo le parole di Trump dai media iraniani, Tasnim e Fars, vicini ai Pasdaran, l’ala più oltranzista del regime, che avvertivano che nessun testo di accordo era stato avallato, per poi chiarire che i vertici del regime probabilmente «approveranno la bozza proposta dall’Iran». «Le divergenze – ha sottolineato la testata Axios – sono state ridotte su tre questioni chiave»: il meccanismo per lo sblocco dei beni iraniani congelati; gli accordi per la riapertura dello Stretto di Hormuz durante il cessate il fuoco di 60 giorni e le modalità con cui saranno condotti i colloqui sul programma nucleare iraniano in questo periodo. Ma fra i nodi cruciali per porre fine ai combattimenti nella regione, stando a quanto riferito dal quotidiano filo-Hezbollah “Al-Akhbar” e riportato da Times of Israel, c’è la totale interruzione da parte di Israele dell’offensiva contro Hezbollah in Libano e la rinuncia israeliana a qualsiasi territorio conquistato nel sud del Paese, con un “rapido ritiro» delle forze israeliane.
Paola Simonetti



