La vera differenza fra ricchi e poveri è che non esiste alcun gruppo organizzato di ricchi che prema per ottenere più tasse per i poveri. Semmai vi sono ricchi disorganizzati che appoggiano patrimoniali di ogni genere. In ogni paese non poverissimo il 10% più abbiente paga circa l’80% delle imposte e sopporta quindi quasi interamente il peso dello Stato. È questa la formula politica magica che rende impossibile qualsiasi rivolta di carattere fiscale. La classe al potere in Europa potrebbe dormire sonni tranquilli, nessuna controclasse può sorgere, anche a crescita zero (il Giappone insegna), ma ha commesso un errore tragico: ha importato decine di milioni di “inintegrabili” che sono una vera bomba a orologeria. Rimane solo da capire se saranno gli autoctoni a far fuori il ceto “digerente” o i nuovi arrivati.
Luigi Marco Bassani



