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Sta arrivando un nuovo El Niño, forse il più devastante della storia

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
22 de mayo de 2026
in Ecología
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Sta arrivando un nuovo El Niño, forse il più devastante della storia
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C’è un nome che i pescatori peruviani diedero secoli fa a un fenomeno che non capivano: El Niño, il bambino, perché arrivava intorno a Natale portando pesci tropicali dove non avrebbero dovuto esserci. Non sapevano che stavano battezzando una delle forze più destabilizzanti della storia umana.

El Niño è il riscaldamento periodico delle acque del Pacifico centrale che altera i modelli meteorologici su scala planetaria. Siccità, ondate di calore, epidemie: gli effetti si distribuiscono in modo asimmetrico sul pianeta, colpendo sempre più duramente chi ha meno strumenti per difendersi. Alcuni storici ne rintracciamo le impronte nelle crisi dell’antico Egitto, nelle rivolte che precedettero la Rivoluzione francese. La connessione scientifica tra il riscaldamento del Pacifico e i suoi effetti globali fu stabilita solo negli anni Sessanta, dal meteorologo Jacob Bjerknes della UCLA: prima di allora, il mondo subiva senza capire.

L’episodio più documentato – scrive il New York Times – resta quello del 1877. L’India meridionale fu tra le regioni più devastate: le cronache descrivono popolazioni ridotte a nutrirsi di radici, famiglie che vendevano i figli per sopravvivere. Le vittime, alla fine, furono decine di milioni. Ma la natura da sola non basta a spiegare quella catastrofe. L’India era sotto dominazione coloniale britannica e il grano continuava a essere esportato verso Londra anche mentre la gente moriva di fame. La siccità aprì una crepa; le strutture del potere ci spinsero dentro una generazione intera. Quello squilibrio tra chi subisce le crisi e chi le gestisce a proprio vantaggio è ciò che alcuni storici indicano come la matrice originaria della divisione tra “primo” e “terzo mondo”.

Oggi i governi monitorano El Niño con boe oceaniche e sistemi di allerta precoce. Le riserve strategiche di cereali esistono. Nessuno prevede carestie su scala ottocentesca. Eppure il prossimo episodio, che secondo alcune previsioni potrebbe essere il più intenso mai misurato, con temperature del Pacifico superiori di tre gradi Celsius alla norma storica, si annuncia in un contesto fragile: la carenza di fertilizzanti legata alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, i prezzi dell’energia gonfiati dalle guerre in Ucraina e in Iran, i programmi di aiuto internazionale ridotti dai tagli americani e di altri donatori. I sistemi di protezione sociale globale sono meno robusti di quanto sembrino. Gli esperti avvertono che il rischio non è una singola catastrofe, ma una sovrapposizione di pressioni – povertà, malnutrizione, conflitti, indebitamento – che si alimentano a vicenda.

El Niño raggiunge tipicamente il picco verso fine anno, con gli effetti sulla temperatura terrestre che si trascinano nei mesi successivi. Il 2027 potrebbe essere l’anno più caldo mai registrato.

Maria Casale

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