La presidente eletta del Costa Rica, l’ultraconservatrice Laura Fernández, si è insediata oggi alla guida del Paese centroamericano promettendo una «guerra senza quartiere» contro la criminalità. Il programma di governo con il quale la politologa – che succede al suo mentore Rodrigo Chaves – ha prevalso alle elezioni, prevede riforme radicali del sistema giudiziario e delle leggi sulla sicurezza. La scorsa settimana Fernández ha presentato Gerald Campos come nuovo ministro della Sicurezza, promettendo «una guerra senza quartiere, una guerra senza esclusione di colpi contro la criminalità organizzata». Il Costa Rica ha abolito il suo esercito nel 1948 ed è da tempo rinomato come una delle nazioni più pacifiche della regione, tuttavia, durante il mandato quadriennale del predecessore Chaves il tasso di omicidi ha raggiunto livelli record. Tra le cause indicate dagli esperti di narcotraffico e dalle autorità Usa, è fatto che il Costa Rica sarebbe diventato uno snodo strategico per le spedizioni di cocaina sudamericana destinate agli Stati Uniti e all’Europa. Nonostante pesanti sospetti di corruzione, l’ex presidente Chaves continuerà a svolgere un ruolo importante nella politica nazionale come leader del partito di governo (Partito del Popolo Sovrano) e come ministro designato della Presidenza e della Giustizia.



