Si è dimessa in blocco la giuria internazionale della Biennale di Venezia, a pochi giorni dall’apertura ufficiale, prevista per il 9 maggio, della 61esima Esposizione internazionale d’Arte. Hanno lasciato l’incarico Solange Farkas, presidente, insieme ai membri Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi. La notizia, diffusa oggi pomeriggio con una nota ufficiale della Fondazione, arriva all’indomani della visita degli ispettori inviati dal ministero della Cultura dopo settimane di polemiche legate alla presenza di artisti di Russia e Israele.
Nell’annunciare il correttivo legato alle dimissioni della giuria (a votare darà il pubblico e la premiazione slitta a novembre), la Biennale in una nota ribadisce di essere “contro ogni forma di chiusura o censura”, scrivendo così: “Lo spirito fondativo della Biennale è basato sull’apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura. La Biennale vuole e si conferma luogo della tregua in nome dell’arte, della cultura e della libertà artistica”.
LE DIMISSIONI DOPO SETTIMANE DI POLEMICHE
Le polemiche si sono innescate dopo la decisione del presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, di concedere uno spazio al padiglione russo, ma anche sulla presenza degli artisti israeliani. Contro l’apertura di uno spazio per i rappresentanti di Mosca, si sono scagliati l’Unione europea (minacciando anche un taglio dei fondi per la Biennale) e il governo italiano, tramite il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
I LEONI VOTATI DAL PUBBLICO
Dopo le dimissioni della Giuria Internazionale, la Biennale ha deciso di istituire due Leoni dei visitatori, cioè votati da coloro che visiteranno la mostra. La cerimonia di premiazione è stata quindi spostata dal 9 maggio al 22 novembre, giorno di chiusura della manifestazione. I Leoni sono dedicati al miglior partecipante della 61esima Esposizione e alla migliore Partecipazione Nazionale della 61esima Esposizione.
RUSSIA E ISRAELE IN GARA
Al premio per la migliore Partecipazione nazionale, si legge sul sito della Biennale, “concorrono tutte le Partecipazioni Nazionali presenti, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti. Ciò in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull’apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura. La Biennale vuole e si conferma luogo della tregua in nome dell’arte, della cultura e della libertà artistica”.
MELONI: “BUTTAFUOCO CAPACISSIMO, NON AVREI FATTO SCELTA SU PADIGLIONE RUSSO”
“Non le so dire delle dimissioni della giuria, perché l’ho letto mentre scendevo. Non so dire se sono collegate al tema dell’invio degli ispettori. Sulle dinamiche di questa vicenda mi sono leggermente persa, mi fermo alla posizione iniziale: posso dire che la scelta sul padiglione russo, il governo ha dichiarato di non condividerla, dopodiché la Biennale è un ente autonomo, e Buttafuoco è una persona capacissima. Io questa scelta non l’avrei fatta al posto di Buttafuoco”. Così la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri commentando le ultime novità sulla Biennale di Venezia.
“Sull’invio degli ispettori la persona giusta a cui chiedere credo sia il ministro Giuli, perché presumo lui abbia fatto questa scelta perché non ho avuto modo di parlarne con lui”, ha aggiunto.
Marcella Piretti


