Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Salud

La nuova frontiera della psichiatria è una molecola già presente nel corpo

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
1 de mayo de 2026
in Salud
0
La nuova frontiera della psichiatria è una molecola già presente nel corpo
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

Negli ultimi anni, un nome sta guadagnando attenzione nel panorama della salute mentale: palmitoiletanolamide (PEA). Non si tratta di un nuovo farmaco, ma di una molecola endogena, un lipide già prodotto dal nostro organismo, oggi al centro di una crescente letteratura scientifica – inclusi i lavori coordinati dallo psichiatra Marco Colizzi, professore di Psichiatria all’Università di Udine e direttore della Clinica psichiatrica dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale – che ne sta ridefinendo il possibile ruolo in psichiatria.

Dalla neuroinfiammazione ai disturbi mentali

La chiave per comprendere l’interesse verso la PEA sta nel cambio di paradigma della salute mentale. Sempre più evidenze suggeriscono che disturbi come depressione, psicosi e autismo non siano solo ‘chimici’, ma coinvolgano anche processi di neuroinfiammazione e disfunzioni del sistema endocannabinoide. In questo contesto, la PEA emerge come un candidato interessante: è un modulatore lipidico con proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive e analgesiche. Non è però una sostanza ‘estranea’: la PEA è prodotta fisiologicamente dall’organismo come meccanismo di difesa, soprattutto in risposta a danno, stress cellulare o infiammazione tissutale, specialmente nel sistema nervoso.

“Questo sistema non è infinito. In condizioni croniche o prolungate, la produzione endogena può ridursi o non essere più sufficiente a controbilanciare l’infiammazione, contribuendo alla persistenza dei sintomi. E’ proprio su questa base biologica che si inserisce l’interesse per la supplementazione: la PEA può essere assunta dall’esterno, attraverso specifiche formulazioni nutraceutiche, con l’obiettivo di ripristinare o sostenere un equilibrio che l’organismo fatica a mantenere autonomamente”, sottolinea il professor Colizzi.

Un aspetto tecnico ma rilevante riguarda proprio la formulazione: la PEA più promettente sembra essere quella ultramicronizzata, sviluppata per migliorare la biodisponibilità. Riducendo le dimensioni delle particelle, si favorisce un assorbimento più efficiente e una maggiore disponibilità della molecola nei tessuti, inclusi quelli nervosi. “La PEA esercita i suoi effetti attraverso diversi meccanismi, tra cui l’attivazione di PPAR-α (Peroxisome Proliferator-Activated Receptor alpha), un vero e proprio ‘interruttore molecolare’ presente nelle cellule. Quando attivato, regola l’espressione di geni coinvolti nella neuroinfiammazione, metabolismo lipidico e risposta allo stress cellulare. La PEA, legandosi a questo recettore, contribuisce a ridurre la produzione di mediatori pro-infiammatori e a ristabilire un equilibrio nei tessuti, incluso il sistema nervoso centrale”, aggiunge l’esperto.

Le evidenze: psicosi, autismo e prevenzione

Il gruppo dell’Università di Udine ha contribuito a consolidare questo filone con revisioni sistematiche che evidenziano segnali di efficacia in diverse condizioni:

Psicosi: studiata come possibile agente con proprietà antipsicotiche per il suo impatto sul sistema endocannabinoide.

Autismo: alterazioni dei livelli di PEA sono state osservate nei pazienti, suggerendo un ruolo nei meccanismi biologici del disturbo.

Declino cognitivo: recenti meta-analisi mostrano un miglioramento delle performance cognitive nei pazienti trattati con forme di PEA ultramicronizzata, grazie alla riduzione dello stress ossidativo e della neuroinfiammazione.

Ma è soprattutto sulla prevenzione che si intravedono gli sviluppi più interessanti, in particolare nei soggetti in stato a rischio di psicosi (clinical high risk). In questa fase precoce, la modulazione della neuroinfiammazione potrebbe rappresentare una strategia innovativa per intervenire prima della piena espressione del disturbo. Un elemento cruciale è il posizionamento della PEA: non come alternativa ai trattamenti psichiatrici standard, ma come terapia aggiuntiva. Questo è coerente con il suo profilo di sicurezza elevata, bassa incidenza di effetti collaterali e azione “modulante” piuttosto che direttamente psicotropa. In altre parole, la PEA potrebbe migliorare l’efficacia dei farmaci classici agendo sui meccanismi biologici di base. Il valore della PEA potrebbe essere simbolico oltre che clinico, rappresentando il passaggio verso una psichiatria più integrata.

“Il vero valore della PEA – conclude Colizzi – potrebbe essere simbolico oltre che clinico: rappresenta una delle prime molecole a incarnare il passaggio verso una psichiatria più integrata, dove infiammazione, metabolismo e cervello dialogano costantemente. Se questo approccio troverà conferme solide, la PEA potrebbe ritagliarsi uno spazio come terapia di supporto nella medicina personalizzata della salute mentale. Non una rivoluzione immediata, ma un tassello sempre più rilevante in un puzzle complesso”.

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

In vendita a Firenze la casa da cui Galileo osservava le stelle: ha una torre e una vista da cartolina

Next Post

Arbitri e Var, indagine farsa: il caso Rocchi è solo sputtanamento

Next Post
Arbitri e Var, indagine farsa: il caso Rocchi è solo sputtanamento

Arbitri e Var, indagine farsa: il caso Rocchi è solo sputtanamento

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d