“Il Documento di Finanza Pubblica 2026 introduce oggi un principio atteso da anni: le terapie avanzate, geniche, le più recenti acquisizioni della ricerca medica e farmacologica, caratterizzate spesso da somministrazione unica e benefici di lungo periodo, sonospese di investimento che non sono compatibili con una valutazione basata sulla spesa corrente e annuale”. È quanto dichiara il Senatore di Fratelli d’Italia Francesco Zaffini, presidente della Commissione sanità, lavoro e previdenza di Palazzo Madama. “IlDFP evidenzia infatti che le innovazioni come le ‘one-shot’, ad alto costo unitario, presentano un disallineamento tra spesa iniziale e benefici futuri, generando di fatto distorsioni nell’impegno delle risorse nel bilancio annuale. Questo approccio – prosegueil senatore Zaffini – ha finora limitato l’accesso a cure potenzialmente risolutive, creato da una distorsione contabile che considera solo il costo immediato e non i benefici nel tempo. Questo riconoscimento che arriva oggi da parte del MEF non è un banaledettaglio tecnico. È un cambio di paradigma nella programmazione della finanza pubblica italiana”. Il Presidente Zaffini ricorda che si tratta di una battaglia parlamentare portata avanti per anni insieme all’Intergruppo Innovazione Sostenibile in Sanità:le terapie geniche agiscono sulle cause delle malattie, producono effetti duraturi e generano anche benefici economici indiretti (riduzione dei costi sanitari futuri e recupero e partecipazione dei pazienti alla vita sociale e lavorativa). “Questo riconoscimento- conclude il senatore Zaffini – rappresenta un passaggio decisivo: ora occorre tradurlo in norme concrete, anche attraverso il disegno di legge sulle terapie avanzate a mia prima firma già in itinere, per consentire modelli di pagamento pluriennali legatiagli effettivi risultati clinici ottenuti”.



