La visita allo straordinario monumento della Piramide della Luna, nel sito di Teotihuacánin in Messico, si è trasformato in un incubo ieri, lunedì 20 aprile, per i turisti che erano sul posto: un uomo, infatti, un messicano di 27 anni, a un certo punto dopo essere salito in cima al monumento ha estratto una pistola e ha iniziato a sparare a bruciapelo mirando ai turisti. L’attentatore, che poco dopo si è tolto la vita, si chiamava Julio Cesar Jasso e aveva 27 anni. Nella sparatoria è morta una turista canadese di 32 anni e altre 13 persone sono rimaste ferite. “Quanto è successo ci addolora profondamente. Esprimo la mia più sincera solidarietà alle persone colpite e alle loro famiglie”, ha commentato la presidente del Messico, Claudia Sheinbaum. La Piramide della luna è la seconda più grande piramide del Messico dopo quella del Sole.
Tra i feriti ci sono sei americani, tre colombiani, un russo, due brasiliani e un canadese. La persona ferita più giovane ha 6 anni, la più anziana 61. In rete circolano foto e video, diffusi dai media locali e rilanciati dai social, in cui si vede un uomo in cime ai gradini della piramide con un’arma in mano. Si sentono spari e grida, e si vedono persone che cercano di scappare in modo improvvisato e nel panico: molti turisti si sarebbero procurati contusioni proprio nel tentativo di fuggire dal sito archeologico. Le autorità messicane hanno avviato un’indagine per ricostruire l’accaduto: uno degli aspetti che dovrà essere affrontato è quello della sicurezza dell’area archeologica e dei controlli all’ingresso. L’area archeologica, al momento, rimane chiusa. Una brutta ‘botta’ per il Messico, soprattutto a livello di immagine, a maggiore ragione visto che a giugno il sito della Piramide della Luna doveva ospitare un evento speciale dei Mondiali di calcio 2026.
Al momento la matrice dell’attentato non è stata identificata, ma ci sono diverse piste: il gesto potrebbe legarsi all’anniversario della strage di Columbine del 1999, avvenuta proprio il 20 aprile. In quel caso, due studenti della True Crime Community uccisero 12 persone alla Columbine High School in Colorado. Jasso, ieri, indossava una maglietta dello stesso gruppo con scritto “Disconnect & Self-Destruct” (Disconnettiti e autodistruggiti).
Ma ci sono anche altre piste: potrebbe ad esempio trattarsi di una ritorsione in seguito ad alcune operazioni antidroga condotte da funzionari americani nello Stato di Chihuahua. In particolare, l’attenzione si concentra su un incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi in cui sono morte quattro persone (due erano americani). Un’operazione per la quale, però, scrivono i media locali, non era stata chiesta l’autorizzazione al governo del Messico. Le possibilità son anche altre: il killer 27enne forse era un fanatico nazista: stando a quanto riportato dal quotidiano messicano El Universal, aveva pubblicato in rete alcune sue foto mentre faceva il saluto nazista e pare fosse fanatico di Adolf Hitler.
Marcella Piretti



