I fari dell’Organizzazione mondiale della sanità sono puntati sul Burundi, perchè nelle ultime settimane nel paese dell’Africa si stanno verificando diversi casi di una patologia sconosciuta che hanno già provocato cinque morti. I contagi sono partiti da una famiglia (che ha avuto diverse persone contagiate) e poi da lì il virus ha cominciato a diffondersi. “Sono state adottate tutte le misure necessarie per salvaguardare la salute pubblica e prevenire un’eventuale diffusione dell’infezione”, ha affermato ha dichiarato Lydwine Badarahana, ministro della Salute del Burundi. Alcuni campioni sono stati inviati ad un centro specializzato della Repubblica Democratica del Congo per ulteriori approfondimenti. Le autorità del Burundi, insieme all’Oms, si legge in una nota pubblicata sul sito dell’Oms, “stanno intensificando le indagini per determinare la causa di una malattia che ha provocato cinque decessi e contagiato 35 persone nel distretto di Mpanda, nel nord del Paese“.
LE MALATTIE GIÀ ESCLUSE
Intanto, di fronte a questi strani casi sono stati effettuati esami per escludere si trattasse di altre ‘importanti’ malattie già conosciute: “Le analisi di laboratorio- si legge ancora nella nota dell’Oms- sono risultate negative per i virus Ebola e Marburg, la febbre della Rift Valley, la febbre gialla e la febbre emorragica di Crimea-Congo”.
I SINTOMI
“L’allarme relativo a questa malattia non diagnosticata è stato lanciato il 31 marzo 2026, principalmente tra i membri dello stesso nucleo familiare e i loro contatti stretti. I sintomi includono febbre, vomito, diarrea, sangue nelle urine, affaticamento e dolore addominale. Alcuni casi gravi hanno presentato anche ittero e anemia”, si legge ancora nel comunicato.
“Sebbene sia rassicurante che le analisi preliminari siano negative per queste gravi infezioni, sono in corso ulteriori indagini per determinarne la causa”, ha dichiarato Lydwine Badarahana, ministro della Salute del Burundi, assicurando che sono state già messe in atto misure per contenere i contagi.
Un team congiunto di esperti del centro operativo di emergenza sanitaria del Paese e del laboratorio di riferimento nazionale è stato inviato sul campo per supportare le indagini in corso.
L’Oms, si legge ancora sul sito dell’Organizzazione mondiale della sanità, sta supportando il Ministero della Salute del Burundi nel rafforzamento della sorveglianza epidemiologica, delle indagini sul campo, dell’assistenza clinica, della diagnostica di laboratorio e della prevenzione e del controllo delle infezioni, fornendo al contempo supporto logistico per la prosecuzione delle operazioni chiave. L’Organizzazione ha inoltre facilitato la spedizione di campioni all’Istituto Nazionale di Ricerca Biomedica nella vicina Repubblica Democratica del Congo per ulteriori analisi.
Marcella Piretti



