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Home Economía

La guerra traStati Uniti e Iran la sta vincendo la Russia

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
11 de abril de 2026
in Economía
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La guerra traStati Uniti e Iran la sta vincendo la Russia
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La Russia sta“vincendo” la guerra in Iran due volte, anzi tre: come alleato dell’Iran,perché nel cono d’ombra del conflitto in Medio Oriente nasconde il suo inUcraina, e soprattutto perché ci sta guadagnando un sacco di soldi. La Russia èil secondo esportatore mondiale di greggio, e si trova dalla parte giusta dellamappa da quando il petrolio ha smesso di scorrere. Non perché abbia fattoqualcosa di particolarmente brillante, ma perché qualcun altro ha chiuso loStretto di Hormuz al posto suo. Osserva e incassa.

I numeri,calcolati dalla Agenzia Reuters, sono di quelli che rendono scomoda qualsiasinarrativa semplice sulla guerra in Iran. La tassa russa sull’estrazionemineraria del petrolio ad aprile raggiungerà circa 700 miliardi di rubli – novemiliardi di dollari – rispetto ai 327 miliardi di marzo. Il prezzo del greggiodegli Urali, il petrolio russo usato a fini fiscali, è passato da 44 dollari albarile a febbraio a 77 dollari a marzo: un aumento del 73% in un mese solo, benal di sopra dei 59 dollari previsti nel bilancio statale. Il Cremlino, con lasobrietà di chi cerca di non esultare troppo apertamente, ha comunicato martedìche vi erano state “numerose richieste di energia russa provenienti da diverseparti del mondo”.

La strutturadella coincidenza è, a questo punto, quasi pedagogica. Gli Stati Uniti eIsraele attaccano l’Iran a fine febbraio. L’Iran chiude lo Stretto di Hormuz,attraverso cui transita circa un quinto dei flussi globali di petrolio e GNL.Il Brent supera i 100 dollari al barile. E la Russia (che da tre anni subiscesanzioni occidentali progettate per strangolare le sue entrate energetiche) siritrova con le entrate petrolifere che raddoppiano in un mese. Non è un piano.È peggio di un piano: è una conseguenza strutturale che nessuno ha volutocalcolare prima di premere il grilletto.

La Reuters poispiega anche che i vantaggi russi hanno limiti reali. Il deficit di bilancionel primo trimestre 2026 ha già raggiunto 4.580 miliardi di rubli, l’1,9% delPIL. Gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche continuano a eroderela produzione e minacciano tagli al greggio estratto. Gli economisti russiavvertono da mesi che il 2026 sarà un anno difficile. Il boom petrolifero diaprile non risolve questi problemi: li copre temporaneamente, sono una toppa.

Ma“temporaneamente” è una parola che nei bilanci di guerra conta molto. Ognimiliardo in più di entrate è un mese in più di spesa militare, un trimestre inpiù di tenuta interna, un’altra rata del debito geopolitico che Mosca riesce aonorare. La durata della crisi iraniana determinerà l’entità reale delvantaggio russo, il che significa che la Russia ha ora un interesse oggettivo,per quanto non dichiarabile, nella prosecuzione del conflitto.

Mario Piccirillo

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