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La balla diParisi sul nucleare smontata in 4 punti (facili facili)

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
2 de abril de 2026
in Energía
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La balla diParisi sul nucleare smontata in 4 punti (facili facili)
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In una recenteaudizione davanti alle Commissioni Ambiente ed Attività Produttive della Camerasul disegno di legge quadro sul nucleare, il prof. Giorgio Parisi ha affermato:«Ritengo che sia il momento sbagliato per il nucleare, mentre è importante sfruttareil solare con accumulatori di energia». E prosegue: «Il solare ha unadebolezza, produce energia di giorno: è importante avere energie alternative alsolare e modulabili, come il gas; non l’energia nucleare e il carbone, che nonsono modulabili e producono in modo praticamente costante». E infine: «Non cisono dubbi che il solare sia la soluzione più conveniente. Su grande scala, icosti dell’energia solare si sono dimezzati ogni cinque anni». Non ho idea dicome le Commissioni di Camera o Senato scelgano chi audire. Se avessero sceltome, io avrei detto l’opposto. Naturalmente io sono nessuno, mentre Parisi èpremio Nobel per la fisica, e quindi io sono ovviamente escluso. Son statoconsulente del Ministero dell’Ambiente, 25 anni fa, quando produssi 9 rapporti,in calce ai quali c’è la mia firma: orbene, dopo 25 anni, non una parola diquel che scrivevo allora è stata sconfessata.

Giusto per darequalche esempio, sottoscrivevo, assumendomene la responsabilità, che latrazione full elettric non avrebbe avuto futuro, mentre si sarebbe certamentesviluppata quella ibrida; che gli impegni planetari di riduzione delleemissioni di CO2 non potevano essere rispettati; che non si poteva faraffidamento sul solare, e che bisognava ripartire col nucleare. E infatti leauto elettriche sono al palo, quelle ibride hanno conquistato una apprezzabilefetta di mercato; e, ancora, sebbene, contrariamente ai miei suggerimenti, igoverni successivi abbiano aderito agli impegni planetari di riduzione delleemissioni, questesono, come previsto, aumentate; e sebbene abbiano nelfrattempo installato 40 gigawatt di solare fotovoltaico, oggi l’attuale parlamentosi trova ancora roso dall’amletico dubbio se ripartire o no col nucleare.

Intendiamoci: ioho il massimo rispetto del professor Parisi, ed è sul suo libro che hostudiato, come tutti nel mondo, la teoria statistica dei campi. Ma nessuno èsenza difetti, e quello del professore è la posizione – tutta ideologica – suclima ed energia. Una affermazione, questa mia, facilmente dimostrabile dalleparole medesime pronunciate a briglia sciolta all’audizione. Vediamo quali:

1. «Partire colnucleare è un momento sbagliato». I fatti dimostrano che il momento sbagliatofu 40 anni fa, quando abbandonammo il nucleare. Infatti, non abbiamo potutorinunciarvi, ne abbiamo fatto un bene d’importazione per il 15% del nostrofabbisogno, e questo fino ad oggi, a dispetto degli oltre 100 miliardi di eurospesi sul solare.

2. Chiamare«debolezza» la circostanza per cui il fotovoltaico non produce sicuramente peralmeno 16 ore al giorno è un elefantiaco eufemismo al posto di «insormontabilecriticità». Parisi la chiama “debolezza” perché ritiene di poterla superare congli accumulatori, ma sbaglia e di grosso. Il consumo elettrico giornalieroitaliano si attesta sui 1000 gigawattora, e un accumulo sufficiente asoddisfare il fabbisogno di appena 2 giorni richiederebbe batterie d’accumuloper 2000 miliardi di euro, cioè il nostro Pil. Il che fa capire come mai quasinessun impianto solare è equipaggiato con batterie di accumulo.

3. «Bisogna averefonti di energia alternative al solare e modulabili, come le centrali a gas;non l’energia nucleare e il carbone, che non sono modulabili e producono inmodo praticamente costante». Ma, caro professore, è proprio la produzionecostante degli impianti nucleari e a carbone che li rende interessanti, perchéc’è una domanda costante di energia elettrica: si chiama domanda di base, e inItalia si attesta sui circa 20 gigawatt. Questa domanda di base (domanda“costante”, H24) si soddisfa proprio con quegli impianti che producono in modocostante. E l’ideale per farlo è proprio il nucleare (e il carbone): fossimo unPaese razionale, avremmo 20 reattori nucleari. Ho torto? Faccia lei: la primafonte elettrica in Europa è il nucleare e la prima fonte elettrica del mondo èil carbone.

4. Quanto aicosti, quelli detti dal professore attengono ai soli pannelli fotovoltaici, maoggi la componente principale dei costi è nel resto dell’impianto e nella suainstallazione. Nel complesso, un impianto fotovoltaico che produca la stessaenergia elettrica prodotta durante i 60 anni di vita di un impianto nuclearecosta quasi dieci volte più di quest’ultimo. Ma vogliamo tagliar corto: anchese come per incanto tutti i tetti d’Italia fossero coperti da impiantifotovoltaici completamente gratuiti, neanche un impianto convenzionale puòessere chiuso perché la massima domanda elettrica si ha alle 7 della sera,quando è buio e il fotovoltaico produce zero.

Tornando alleaudizioni parlamentari, l’impressione è che esse servano più al Parlamento perscrollarsi di dosso le responsabilità dei propri errori: il giorno in cui laStoria chiederà ai parlamentari di renderne conto, potranno sempre dire di averascoltato i consigli – pur a briglia sciolta – di un premio Nobel per lafisica.

Franco Battaglia

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