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Guerra in Iran, il Pentagono prepara un’operazione di terra che può durare settimane

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
30 de marzo de 2026
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Guerra in Iran, il Pentagono prepara un’operazione di terra che può durare settimane
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La guerra in Medio Oriente è giunta al trentesimo giorno. La giornata si è aperta con le rivelazioni diffuse dal Washington Post sull’organizzazione, da parte del Pentagono, di incursioni militari di terra i Iran, dalla durata di settimane. Mentre proseguono gli attacchi delle forze Usa-Israele che in mattinata hanno colpito una città portuale nello Stretto di Hormuz e Teheran. Sull’altro fronte, risuonano invece le sirene nelle regioni settentrionali di Israele sotto attacco delle milizie di Hezbollah e proseguono i raid sui paesi dell’area del Golfo.

Tutti gli aggiornamenti di oggi.

22:00 – MISSILI IRANIANI SU ISRAELE: INTERROTTA SEDUTA ALLA KNESSET

Secondo quanto riporta Ynet, a causa di lanci di missili iraniani su Israele sono stati scattati allarmi nell’area di Gerusalemme e nella regione del Mar Morto. A seguito degli stessi allarmi come riporta il “è stata interrotta anche la seduta della Knesset”, fa sapere il portavoce.

19:00 – COSTA (UE): DARE UNA POSSIBILITA’ ALLA DIPLOMAZIA

“L’UE esprime la sua solidarietà ai paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo di fronte ai continui raid aerei e agli attacchi con droni iraniani contro civili e infrastrutture nella regione. Questi attacchi devono cessare immediatamente. Nella mia telefonata di oggi conMohamed Bin Zayed , abbiamo discusso degli ultimi sviluppi. Ho ribadito che l’UE è al fianco degli Emirati Arabi Uniti, che sono stati tra i più colpiti. L’UE continua a esortare tutte le parti a ridurre le tensioni e a dare una possibilità alla diplomazia, nell’interesse della sicurezza e della stabilità in Medio Oriente”, lo ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

17:00 – I MINISTRI DEGLI ESTERI DI PAKISTAN, ARABIA SAUDITA, TURCHIA ED EGITTO MEDIATORI DEL CONFLITTO

Il ministro degli Esteri del Pakistan ha fatto sapere su X che a Islamabad hanno preso il via le consultazioni con i ministri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per monitorare la situazione: “La visita riflette gli stretti e fraterni rapporti tra Pakistan e Arabia Saudita e il loro continuo coordinamento su questioni regionali e internazionali”. Secondo Al Jazeera i quattro Paesi faranno da mediatori tra Stati Uniti e Iran.

16.00 – SEI PERSONE UCCISE IN UN VILLAGGIO IRANIANO

Secondo l’agenzia di stampa Mehr sei persone sono state uccise nel villaggio iraniano di Osmavandan a causa di un attacco Israelo americano. Due persone sarebbero morte sul colpo mentre altre quattro sarebbero morte in ospedale a causa delle ferite riportate.

10.00 – TV AL ARABY: “UN MISSILE COLPISCE I NOSTRI STUDI A TEHERAN”

È stato “danneggiato da un missile” il palazzo che ospita la redazione di Al Araby, tv del Qatar, nella capitale iraniana Teheran. Lo riferisce la stessa emittente. Si tratterebbe dell’attacco contro la Capitale segnalato di prima mattina dalle agenzie stampa Fars e Afp.

9.55 – ARABIA SAUDITA: INTERCETTATI E DISTRUTTI 10 DRONI

I sistemi di difesa dell’Arabia Saudita hanno intercettato e distrutto 10 droni nelle ultime ore. Lo riferisce su X il Ministero della Difesa del Regno.

8.30 – RAID USA- ISRAELE SU UNA CITTÀ PORTUALE VICINA ALLO STRETTO DI HORMUZ

Le forze statunitensi-israeliane hanno attaccato una città portuale iraniana vicina allo Stretto di Hormuz. A riferirlo è l’agenzia iraniana Irna che definire “attacco criminale” il raid compiuto contro il molo di Bandar Khamir, e riporta un bilancio di 5 vittime e 4 feriti.

8.10 – IDF: “COLPITI CENTRI DI COMANDO, PRODUZIONE E STOCCAGGIO DI ARMI A TEHRAN”

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) rivendicano gli ultimi attacchi su Teheran, sostenendo di aver colpito centri di comando temporanei e siti di produzione e stoccaggio di armi iraniani nella capitale. In un post su X, l’Idf ha dichiarato che i siti colpiti includevano “impianti di produzione e stoccaggio di missili balistici, sistemi di difesa aerea e posti di osservazione del regime iraniano”. Secondo l’Idf, l’Iran aveva trasferito alcuni centri di comando in siti temporanei. “Diversi centri di comando temporanei sono stati smantellati, compresi i comandanti che operavano all’interno del quartier generale”, ha affermato l’Idf nel post.

8. 00 – ALLARMI A NORD DI ISRAELE, HEZBOLLAH INTENSIFICA GLI ATTACCHI

In Israele le sirene di alert per l’arrivo di missili sono proseguite da ieri sabato, 28 marzo, fino alla mattinata di oggi, domenica 29 marzo. I militari dell’Idf hanno dichiarato di aver rilevato un missile lanciato dall’Iran e diretto verso il sud di Israele, mentre le allerte hanno risuonato in tutto il Negev e nelle zone del Mar Morto, prima che le autorità annunciassero l’intercettazione del missile. In precedenza, un altro missile, lanciato dall’Iran e diretto anch’esso verso il sud del Paese, era stato intercettato dalle autorità.

Sotto monitoraggio anche un terzo fronte, quello aperto nella giornata di ieri da parte degli Houth: la difesa aerea israeliana deve ora tenere d’occhio anche il sud. Ma, come nelle notti precedenti, durante le ore notturne la maggior parte dell’attività si è concentrata lungo il confine con il Libano, con la continua offensiva di terra delle forze israeliane che stanno avanzando nel Libano meridionale e respingendo i combattenti di Hezbollah.

7.50 – HEZBOLLAH: “RAFFICA DI MISSILI” CONTRO UN AEROPORTO E UNA BASE MILITARE AL NORD DI ISRAELE

Di pari passo Hezbollah sostiene di aver lanciato un attacco contro l’aeroporto di Ein Shemer e la base militare di Regavim, nel nord di Israele, con “una raffica di missili”. Il gruppo armato libanese ha dichiarato che gli attacchi sono una rappresaglia per i continui raid di Israele contro i civili libanesi, per il loro sfollamento forzato e per la demolizione delle loro abitazioni.

7.30 – DIVERSE ESPLOSIONI UDITE A TEHERAN

L’agenzia di stampa iraniana Fars riferisce che diverse esplosioni sono state udite nella capitale, Teheran. La notizie è stata confermata dall’inviato dell’agenzia Afp: ha riferito che due potenti esplosioni hanno scosso la zona settentrionale di Teheran intorno alle 7:20 del mattino (ora italiana), mentre le difese aeree erano in funzione, sebbene non fosse chiaro quale fosse l’obiettivo.

6.00 – L’OMS: NOVE PARAMEDICI UCCISI NEGLI ATTACCI NEL LIBANO MERIDIONALE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che nove paramedici sono stati uccisi e altri sette feriti ieri sera in cinque attacchi separati contro strutture sanitarie nel Libano meridionale. Gli ultimi incidenti hanno colpito le squadre mediche in cinque villaggi diversi, ha dichiarato il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un post su X. Ha aggiunto che sale così a 51 il numero di operatori sanitari deceduti questo mese, dall’inizio degli attacchi israeliani nel Paese. “Marzo è stato il secondo mese più letale per gli operatori sanitari in Libano da quando l’Oms ha iniziato a monitorare gli attacchi alle strutture sanitarie nel paese nell’ottobre 2023”. Non solo: il Dg dell’Oms ha chiarito che i ripetuti attacchi hanno gravemente compromesso i servizi sanitari nel Libano meridionale. Quattro ospedali e 51 centri di assistenza sanitaria di base sono ora chiusi, mentre diverse altre strutture operano a capacità ridotta, ha affermato.

3. 30 – WASHINGTON POST: “IL PENTAGONO SI PREPARA A SETTIMANE DI OPERAZIONI DI TERRA IN IRAQ”

Il Pentagono si sta preparando alla possibilità di operazioni di terra in Iran della durata di settimane nel caso in cui Donald Trump si decidesse per una escalation. Lo riporta il Washington Post citando alcune fonti, secondo le quali le operazioni a terra non sarebbero un’invasione su larga scala, ma piuttosto di incursioni condotte da operazioni speciali e truppe di fanteria. Secondo il rapporto, che cita funzionari americani anonimi, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha ancora dato il via libera a nessuno di questi progetti.

La Casa Bianca, interpellata in merito al rapporto, ha dichiarato che il Pentagono si impegna a fornire al presidente la “massima libertà di scelta, ma che ciò “non significa che il presidente abbia preso una decisione”. Secondo il Washington Post inoltre, le potenziali operazioni potrebbero prevedere l’invio di forze speciali e fanteria per condurre incursioni prolungate nelle zone costiere vicino allo Stretto di Hormuz, compresa la conquista di isole controllate dalla Repubblica Islamica e il loro mantenimento per un periodo di tempo prolungato.

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