C’è un motivo se nel giro di 24 ore Elly Schlein è passata dal “sono disponibile alle primarie” ad un più vago “le priorità sono altre”. E lo stesso vale per i dirigenti dem che ripetono il principio del “chi prende più voti esprime il candidato premier”. Il motivo si chiama: “sondaggi”. La fotografia scattata dall’istituto Izi e pubblicata dal quotidiano Domani restituisce infatti un quadro piuttosto chiaro degli equilibri nel campo progressista: oggi il baricentro sembra spostarsi verso Giuseppe Conte. Tra gli elettori dell’area, infatti, Conte raccoglie la quota più consistente di preferenze, un dato che cresce ulteriormente quando il perimetro dei candidati si restringe a tre (lui, Schlein e Salis). Guardiamo i dati. Nello scenario con più candidati, il leader pentastellato resta sempre in testa: 38,1% contro il 30,4% di Silvia Salis e il 18,9% di Elly Schlein. Più distanti Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Nello scenario a tre, invece, Giuseppi sale al 42,6% contro il 22,7 di Elly Schlein. Colpisce però proprio il dato di Salis, che in tutte le simulazioni supera Schlein e si accredita come alternativa credibile. Nei testa a testa, Conte batte Schlein 59,3% a 40,7%, mentre Salis supera la segretaria dem 55,8% a 44,2%. Anche nello scontro diretto tra Conte e Salis, il primo mantiene il vantaggio (57% a 43%) ma meno marcato che contro Schlein. A confermare questa tendenza arriva anche il sondaggio realizzato da Only Numbers per RTI. Nel totale degli elettori di centrosinistra, Conte guida con il 30,5%, seguito da Salis al 23,1% e Schlein al 22,6%. Più indietro Bonelli (7,8%) e Matteo Renzi (6,7%). Infine, alla domanda su chi sia più attrezzato per battere Giorgia Meloni, Conte risulta ancora in testa: 34,2% tra gli elettori progressisti, davanti a Salis (24,7%) e Schlein (18,9%). Non proprio una bella notizia.
N.P.



