Gazzettino Italiano Patagónico
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial
No Result
View All Result
Gazzettino Italiano Patagónico
No Result
View All Result
Home Salud

Epatite A, l’allarme si allarga: casi a Caserta e Salerno, nuovo fronte nel Lazio. I comuni interessati

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
26 de marzo de 2026
in Salud
0
Epatite A, l’allarme si allarga: casi a Caserta e Salerno, nuovo fronte nel Lazio. I comuni interessati
19.5k
SHARES
19.5k
VIEWS
Ho condiviso su FacebookHo condiviso su Twitter

Cresce l’attenzione sanitaria tra Lazio e Campania per l’aumento dei casi di epatite A, infezione virale del fegato trasmessa soprattutto attraverso alimenti e acqua contaminati. Dopo il focolaio registrato a Napoli, altri cluster di contagi hanno riguardato Caserta, la provincia di Salerno e ancora una decina di positivi al virus si sono registrati anche in altri capoluoghi campani, ad Avellino e Benevento. Ma ora il problema sanitario si è esteso anche nel Lazio: nuovi casi sono stati segnalati infatti nella provincia di Latina, dove si contavano a ieri, martedì 24 marzo, 24 casi complessivi e sei pazienti ricoverati, tutti in condizioni stabili.

Il quadro del focolaio di epatite A in Campania resta stazionario: all’ospedale Cotugno di Napoli, punto di riferimento per le malattie infettive nell’area, i ricoverati a marzo sono stati 73, cinque pazienti invece sono stati registrati in pronto soccorso. Una cinquantina sono invece i contagiati anche a Caserta, i più numerosi registrati nel territorio di Sessa Aurunca, circa 25 nell’area della provincia di Salerno. E ancora: una decina di positivi al virus sono stati identificati anche ad Avellino e Benevento.

In Campania l’aumento dei contagi ha portato a misure straordinarie, come il divieto temporaneo di consumo di frutti di mare crudi nei locali, ma non è stata riconosciuta al momento un’emergenza epidemica su larga scala. L’Azienda dei Colli, alla quale fa riferimento l’ospedale Cotugno, specializzato in malattie infettive, ha istituito un monitoraggio costante dell’andamento del fenomeno per adeguare la disponibilità di posti letto e, al momento, non sussiste alcuna criticità assistenziale. Né le condizioni cliniche dei pazienti ricoverati al Cotugno presentano “aspetti di particolare criticità”. 

Il nuovo fronte sanitario che si è aperto invece nel Lazio riguarda invece diversi comuni della provincia di Latina, tra cui Aprilia, Fondi, Formia, Latina e Terracina. In tutta la provincia pontina si contano 24 casi complessivi e sei pazienti ricoverati, tutti in condizioni stabili. La Fimmg Roma, Federazione italiana Medici di Medicina Generale, riferisce che le autorità sanitarie hanno attivato una task force per contenere la diffusione del virus, con il coinvolgimento dei servizi di prevenzione, igiene pubblica e sicurezza alimentare. Inoltre, parallelamente sono stati rafforzati i controlli su ristoranti, pescherie e punti vendita, con particolare attenzione ai prodotti a rischio come frutti di mare e alimenti consumati crudi o poco cotti, spesso associati alla trasmissione del virus.

La Fimmg Roma mette inoltre in guardia dai rischi di trasmissione: “L’epatite A si trasmette per via oro-fecale, attraverso cibi o acqua contaminati oppure tramite contatto diretto con persone infette, e i principali fattori di rischio restano la scarsa igiene e la manipolazione non corretta degli alimenti”. Quindi spiega i possibili sintomi: “Il periodo di incubazione varia tra due e sette settimane e i sintomi iniziali possono includere nausea, vomito, stanchezza e perdita di appetito, seguiti nei casi più evidenti da ittero, urine scure, feci chiare e dolori addominali, mentre nei bambini l’infezione può essere anche asintomatica”. A riguardo, i medici di famiglia spiegano che “non esiste una terapia farmacologica specifica e nella maggior parte dei casi il virus viene eliminato spontaneamente dall’organismo, ma la prevenzione resta fondamentale attraverso corrette norme igieniche e soprattutto la vaccinazione, che garantisce una protezione fino al 95-100% ed è raccomandata in particolare per le categorie a rischio e per chi è stato esposto al contagio”.

Elena Fantini

Ho condiviso l'articolo

  • Haz clic para compartir en Facebook (Se abre en una ventana nueva) Facebook
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en LinkedIn (Se abre en una ventana nueva) LinkedIn
  • Haz clic para compartir en X (Se abre en una ventana nueva) X
  • Haz clic para compartir en WhatsApp (Se abre en una ventana nueva) WhatsApp

Me gusta esto:

Me gusta Cargando...
Previous Post

L’Iran sfotte Trump: “State negoziando con voi stessi”. Usa pronti a mandare migliaia di soldati

Next Post

Referendum, Renzi punge Meloni sui social: “Io mi sono dimesso, e tu?”

Next Post
Referendum, Renzi punge Meloni sui social: “Io mi sono dimesso, e tu?”

Referendum, Renzi punge Meloni sui social: “Io mi sono dimesso, e tu?”

Gazzettino Italiano Patagónico

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

Gazzettino Italiano Patagonico

  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

Compartí el Gazzettino

No Result
View All Result
  • Portada
  • Italia
  • América Latina
  • Mundo
  • Deportes
  • Ecología
  • Sociales
  • Arte
  • Salud
  • Cultura
  • Editorial

© 2026 Gazzettino Italiano Patagónico tutti i diritti riservati Pagina realizzata da GDS Contenidos + RecreArte

%d