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Bebe Vio lascia la scherma: “Ma senza sport non so vivere”

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
18 de marzo de 2026
in Deportes
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Bebe Vio lascia la scherma: “Ma senza sport non so vivere”
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– Bebe Vio lascia la scherma e apre un nuovo capitolo sportivo: l’atletica. La campionessa paralimpica lo ha annunciato ieri sera ospite di Che tempo che fa, spiegando la decisione di cambiare disciplina dopo anni di successi nel fioretto.

Una scelta maturata negli ultimi mesi e legata anche a problemi fisici che l’hanno accompagnata nelle ultime competizioni. In un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, Vio racconta di aver iniziato a vivere la scherma con timore.

“Ho vissuto la paura. Non di perdere, ma di rimanere paralizzata”, spiega la campionessa nell’intervista. “Facevo la cosa che amavo di più, ma con la paura di bloccarmi addosso”.

Durante l’ultimo periodo, racconta, le capitava di avere blocchi improvvisi del corpo. “Agli Europei cercavo di alzarmi dal lettino e non riuscivo: la gamba destra non reggeva, l’occhio non vedeva, il braccio non funzionava”.

La consapevolezza che quella alle Paralimpiadi di Parigi sarebbe stata l’ultima gara nella scherma è arrivata proprio in quei mesi.

LA NUOVA SFIDA: L’ATLETICA

Dopo la fine della carriera nel fioretto, Vio ha deciso di ricominciare dall’atletica paralimpica.

“Pensare di svegliarmi senza un obiettivo sportivo mi massacrava il cervello”, racconta. “Da quando ho cinque anni ho sempre pensato ad allenarmi e migliorare”.

Per prepararsi alla nuova disciplina ha iniziato un anno di lavoro specifico: visite mediche, risonanze e allenamenti per riadattare il corpo alla corsa.

“SENZA SPORT NON SO VIVERE”

La campionessa spiega che la scelta nasce soprattutto dal bisogno di continuare a fare sport.

“Non ho mai fatto tutto questo per essere famosa, ma perché ne sono follemente innamorata”, dice parlando del suo rapporto con la scherma e con l’attività agonistica.

L’amore per il fioretto resta, ma ora la sfida è diversa: imparare a correre e costruire una nuova carriera sportiva.

Mariano Casale

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