Negli ultimi anni la figura di Winston Churchill è diventata uno dei bersagli preferiti delle riletture moralistiche della storia. Un personaggio complesso, con luci e ombre — conservatore, elitario, figlio del suo tempo e sostenitore dell’Impero britannico — che viene sempre più spesso giudicato esclusivamente con i parametri moralistici del XXI secolo. Il risultato è una progressiva erosione della sua presenza simbolica: prima le polemiche sul sigaro nelle fotografie, poi le statue vandalizzate, e ora perfino il rischio di sparire dalle banconote. Come se il modo più semplice di affrontare le complessità del passato fosse rimuoverlo definitivamente dai simboli del presente. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, la Bank of England starebbe valutando di sostituire sulle sterline i ritratti delle grandi figure storiche con immagini di animali e fauna selvatica. Ufficialmente le ragioni sarebbero due: celebrare la natura britannica e rendere le banconote più difficili da contraffare. Eppure, questa scelta solleva una domanda più ampia: perché rinunciare proprio ai volti dei protagonisti della storia nazionale? Le banconote non sono soltanto strumenti economici; sono anche simboli culturali che raccontano un Paese e la sua memoria collettiva. Togliere quei volti rischia di apparire come un ulteriore passo verso una forma di neutralizzazione della storia, dove le figure del passato diventano scomode perché imperfette o non perfettamente allineate ai rigidi canoni dell’odierna morale. La consulenza al progetto includerebbe anche Nadeem Perera, presentatore televisivo e fondatore del collettivo di birdwatching “Flock Together”, nato con l’obiettivo di avvicinare alla natura le minoranze etniche o religiose. L’iniziativa è interessante sul piano sociale, per carità, ma resta legittimo chiedersi se una riforma simbolica della moneta nazionale debba davvero nascere da un clima culturale sempre più diffidente verso la memoria storica tradizionale. Il rischio, come sempre più frequentemente accade, è che sotto la veste neutra della celebrazione della natura si nasconda in realtà una tendenza più ampia: quella di sostituire il racconto storico con simboli meno controversi, per evitare qualsivoglia confronto con le contraddizioni del passato. Ma cancellare i personaggi storici dai simboli pubblici non cambia certo la storia. Piuttosto, rischia di semplificarla fino a svuotarla.
Salvatore di Bartolo



