Siete tra quelli che – per lavoro o passione smisurata per i podcast e i messaggi vocali – trascorrono molte ore al giorno con gli auricolari nelle orecchie? In tal caso potreste esservi chiesti se l’utilizzo continuo delle cuffie del cellulare possa favorire l’insorgere di infezioni. La risposta è sì, in alcuni casi. Prendiamo spunto da un articolo sul tema pubblicato su The Conversation, per capire perché e come si può fare per ridurre questo rischio. Buona parte delle raccomandazioni sull’uso degli auricolari si concentra sul volume: per evitare danni all’udito dovuti al troppo rumore, l’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di mantenere il volume degli auricolari al di sotto del 60% del massimo consentito dal dispositivo, e di usare app che monitorino l’audio dei dispositivi Bluetooth così da regolare eventuali eccessi. Non bisogna dimenticare, però, un altro aspetto «meccanico». Gli auricolari bloccano l’ingresso del condotto uditivo esterno, il canale che collega il padiglione auricolare al timpano, e facilitano l’inserimento, in questo tubicino, di microrganismi portati dall’esterno. Il condotto uditivo esterno, a forma di «S», ha il compito di convogliare le onde sonore fino al timpano (la membrana che trasmette le vibrazioni delle onde sonore ai tre ossicini dell’orecchio medio). È rivestito da peli che servono a regolare temperatura e umidità e da ghiandole che producono il cerume, una sostanza giallastra che serve a tenere l’orecchio idratato e a trasportare le piccole particelle sgradite, come le cellule di pelle morta, fuori dal condotto uditivo. Inoltre, il cerume svolge una funzione antibatterica. Così protetto, l’interno dell’orecchio ospita una comunità di microrganismi innocui (batteri, virus, funghi) che competono tra loro per le risorse e allo stesso tempo impediscono l’attacco di patogeni. Studi precedenti hanno dimostrato che gli utilizzatori di auricolari hanno una minore diversità batterica nel condotto uditivo esterno, che risulta spesso bloccato dalle cuffiette, e che hanno un rischio maggiore di infezioni alle orecchie, specialmente se condividono gli auricolari con altre persone. L’ipotesi è che indossare le cuffie aumenti la temperatura e l’umidità all’interno dell’orecchio, creando l’habitat ideale per eventuali patogeni introdotti, e che allo stesso tempo ostacoli il naturale meccanismo di pulizia dell’orecchio attraverso il cerume. Chi utilizza spesso gli auricolari può tenere controllato il rischio di infezioni ricordandosi ogni tanto di concedere una tregua alle proprie orecchie, consentendo ai condotti uditivi di «prendere un po’ d’aria»; e potrebbe avere l’accortezza di pulire gli auricolari e la loro custodia una volta alla settimana (o più spesso, se li si utilizza mentre si fa sport e si suda), seguendo le istruzioni dei produttori per non rovinarli. Tra i metodi consigliati ci sono un panno morbido inumidito con acqua saponata, pennelli dalle setole morbide e cotton fioc (non adatti, invece, per rimuovere il cerume dal condotto uditivo, perché predispongono alla formazione di tappi e perché rischiano di lesionare il timpano: meglio usare spray auricolari specifici, o l’acqua tiepida sotto la doccia, tamponando poi con la carta igienica o un asciugamano).
Elisabetta Intini



