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Libano, l’Ong accusa Israele: “Fosforo bianco sulle zone residenziali”

Gazzettino Italiano Patagónico by Gazzettino Italiano Patagónico
10 de marzo de 2026
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Libano, l’Ong accusa Israele: “Fosforo bianco sulle zone residenziali”
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Lo scorso 3 marzo l’esercito israeliano avrebbe sparato munizioni al fosforo bianco su delle aree residenziali nella città di Yohmor, nel Libano meridionale. L’accusa arriva dall’organizzazione statunitense Human Rights Watch, che in una nota spiega di aver “verificato e geolocalizzato sette immagini che mostrano munizioni al fosforo bianco esplosive sparate in aria su una zona residenziale della città e operatori della protezione civile impegnati a spegnere incendi in almeno due abitazioni e un’auto in quella zona”.

Ramzi Kaiss, ricercatore di Human Rights Watch per il Libano, commenta: “L’uso illegale di fosforo bianco da parte dell’esercito israeliano su aree residenziali è estremamente allarmante e avrà conseguenze disastrose per i civili: gli effetti incendiari del fosforo bianco possono causare morte o ferite gravi che provocano sofferenze permanenti“.

L’organizzazione ricorda che il fosforo bianco – una sostanza chimica presente in proiettili di artiglieria, bombe e razzi che si infiamma se esposta all’ossigeno – è rischioso perché può rapidamente incendiare abitazioni, aree agricole e altre infrastrutture civili, e per questo il diritto internazionale umanitario ne vieta l’uso indiscriminato nelle aree popolate. Questo perché la natura stessa di quest’arma rende impossibile soddisfare l’obbligo legale di adottare tutte le precauzioni possibili per evitare danni ai civili.

Al momento Hrw non è in grado di dire se, dopo quell’attacco, ci siano stati dei feriti. Ricorda inoltre che alle 5.27 del mattino del 3 marzo Avichay Adraee, portavoce militare di Israele, ha emesso un ordine di evacuazione immediato per i residenti di Yohmor e di altri 50 villaggi e città, e di allontanarsi per un raggio di almeno un chilometro da quelle località. Un ordine poi ribadito alle 12.12.

Non è la prima volta che l’esercito israeliano viene accusato di usare armi al fosforo bianco contro la popolazione civile. La stessa Human Rights Watch accusò le forze armate di Tel Aviv di avervi fatto ricorso tra ottobre 2023 e maggio 2024 e per questo l’organizzazione torna a chiedere a Israele di vietare l’uso di questi armamenti, che non solo causano rischi per la salute ma contribuiscono anche agli sfollamenti.

Come quelli di massa che si registrano da quando, con l’aggressione dell’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, si è riaccesso anche il conflitto tra Israele e il movimento politico-militare libanese Hezbollah. Dal 28 febbraio, secondo il ministero della Salute libanese, sono rimaste uccise oltre 400 persone, le ultime dieci la notte scorsa nel sud. Qui l’esercito ha confermato una nuova operazione di terra volta a invadere le aree di confine per creare una “zona cuscinetto di sicurezza” annunciata dalle autorità israeliane nei giorni scorsi. Al momento i media locali riferiscono che continuano intensi bombardamenti contro il sud di Beirut, mentre Hezbollah starebbe colpendo con razzi la città israeliana di Haifa, dove sono suonate le sirene antiaeree.

A causa degli ordini israeliani di evacuazione di massa – che hanno riguardato le regioni libanesi fino al fiume Litani, nonché i sobborghi meridionali della capitale Beirut – il numero degli sfollati ha superato il mezzo milione di persone. Anche su questo tema interviene Hrw, avvertendo che “la natura estrema degli ordini di sfollamento dell’esercito israeliano solleva preoccupazioni sul fatto che il loro scopo principale non sia quello di proteggere i civili, ma piuttosto di diffondere terrore e panico (…) aumentando il rischio di commettere un crimine di guerra”.

Alessandra Fabbretti

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