«Quello che stiamo facendo è molto semplice: la pace; pace è una parola semplice da dire, ma difficile da realizzare nel mondo». Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aprendo a Washington la prima riunione del Board of Peace. Al centro dei lavori dell’organismo il Medio Oriente e in particolare la Striscia di Gaza.
«Dobbiamo raggiungere un accordo significativo, altrimenti accadranno cose brutte»: lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aprendo la prima riunione del Board of peace, a Washington.
Poi ha aggiunto: «Negli anni si è dimostrato che non è facile raggiungere un accordo significativo con l’Iran».
Le forze armate degli Stati Uniti stanno rafforzando il proprio dispositivo militare nel Golfo persico a livelli senza precedenti. Secondo l’emittente Al Jazeera, che ha sede in Qatar, «i media in Israele e altrove insistono sul fatto che un’offensiva contro l’Iran sia molto più vicina di quanto i funzionari dell’amministrazione Trump ammettano pubblicamente».
Kazakistan, Azerbaigian, Emirati Arabi Uniti, Marocco, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Uzbekistan e Kuwait: «Hanno tutti contribuito con oltre 7 miliardi di dollari al pacchetto di aiuti», uniti a «truppe di polizia». Sui fondi stanziati – che in un primo momento ammontavano a 5 miliardi – non ha fornito altri dettagli, ma ha ringraziato l’Indonesia, che ha dichiarato di voler inviare a Gaza mille soldati, che prenderanno alla forza di stabilizzazione internazionale che a Gaza si attiverà su mandato del Consiglio di sicurezza dell’Onu.
Trump ha aggiunto: «Albania, Kosovo e Kazakistan hanno tutti impegnato truppe e polizia per stabilizzare Gaza», ed Egitto e Giordania «stanno fornendo un aiuto molto, molto consistente», tra cui programmi di «addestramento e supporto a una forza di polizia palestinese di grande affidabilità».
Secondo gli analisti, è improbabile tuttavia che una Forza di stabilizzazione entri a Gaza prima di un accordo di disarmo con Hamas e la fine delle violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele, che secondo il ministero della Salute di Gaza sarebbero «quasi quotidiane» e hanno causato da ottobre più di 600 morti.
Trump ha parlato anche di… calcio. La Fifa sta raccogliendo 75 milioni di dollari per progetti da realizzare nella Striscia di Gaza, compresi «campi» di calcio, dove giocheranno «le più grandi stelle»: lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenendo alla prima riunione del Board of peace. Ad ascoltarlo anche Gianni Infantino, alla guida della federazione mondiale del «soccer», come Trump ha chiamato lo sport, all’americana. Il presidente ha anche ringraziato per il premio per la pace che la Fifa gli ha conferito. «Sono stato fregato dalla Norvegia, e hanno detto: ‘Diamogli un premio per la pace'», ha ricordato Trump, tornando sul Nobel «mancato».
Rispetto al conflitto in Medio Oriente e ai bombardamenti a Gaza, Trump ha sostenuto che il cessate il fuoco in vigore da ottobre sta tenendo e che nella regione palestinese «la guerra è finita».
Nando Mariani

