A dare prova delle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran, mentre si attende un nuovo round di colloqui indiretti sul nucleare di Teheran dopo quello di martedì a Ginevra, arrivano le rivelazioni di «The New York Times». Secondo il quotidiano statunitense, che cita funzionari dell’amministrazione di Donald Trump e del Pentagono, il rapido dispiegamento delle forze americane in Medio Oriente — la portaerei Uss Lincoln si trova nella regione da gennaio, mentre la Uss Gerald Ford è data in arrivo dai Caraibi — sarebbe progredito al punto che il presidente statunitense avrebbe la possibilità di intraprendere un’azione militare contro la Repubblica islamica già questo fine settimana. Gli stessi scenari vengono evocati anche dalla Cnn. Tutte le fonti riportano comunque che Trump non avrebbe dato alcuna indicazione circa una decisione su come procedere.
I programmi nucleari iraniani
Per parte sua l’Iran ha ribadito la propria linea sul diritto a beneficiare pacificamente del nucleare. Il direttore dell’Organizzazione per l’energia atomica, Mohammad Eslami, citato dai media iraniani, ha dichiarato che «il programma nucleare iraniano sta procedendo secondo le regole dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica», l’Aiea. Ma è stato proprio il direttore dell’agenzia dell’Onu, Rafael Mariano Grossi, a ribadire che seppure nei negoziati mediati dall’Oman siano stati compiuti «progressi» — ora «c’è la possibilità di un dialogo che sta davvero iniziando», ha detto ai media francesi — rimane «ancora del lavoro da fare». Tuttavia, ha chiosato Grossi, «non c’è molto tempo».
Esercitazioni navali nello stretto di Hormuz
Intanto l’Iran ha annunciato un’esercitazione navale congiunta con Cina e Russia nello stretto di Hormuz, via d’acqua strategica tra il Golfo e l’Oceano Indiano, dove transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio, esercitazioni che si rinnovano annualmente dal 2019 su iniziativa di Teheran.
Giada Aquilino


