“Dai primi documenti presentati a Washington durante la riunione inaugurale del Board of Peace, al quale sta partecipando per l’Italia il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, sembrerebbe delinearsi un progetto che affianca alla ricostruzione anche una presenza militare strutturata sul terreno. È inaccettabile che l’Italia, seppur per ora solo da Paese osservatore, contribuisca a legittimare un’iniziativa che sembra voler sostituire il ruolo delle Nazioni Unite e ridefinire unilateralmente la gestione della crisi, con una visione più geopolitica che pacifica.” Lo dichiara la deputata di Azione Federica Onori, segretaria della commissione Affari Esteri.
“In questo contesto, la presenza dell’Italia non è un atto neutrale. Al di lá delle considerazioni legali sulla nostra partecipazione, il problema è anche politico: partecipare a un organismo con un’impostazione così controversa è un errore grave e divisivo per l’Europa. Il Governo dovrebbe trarne le conseguenze e riallineare la posizione italiana alla nostra Costituzione e al dialogo nelle sedi internazionali riconosciute”, conclude Onori.


