«Il maltempo ha prodotto enormi danni in Sardegna, in Sicilia e in Calabria, ma non ha determinato vittime, grazie a una sinergia tra istituzioni e a un’attività preventiva nell’informare con molti giorni d’anticipo la popolazione su ciò che sarebbe avvenuto». Così il senatore di Fratelli d’Italia Salvo Pogliese, intervenendo in Aula a seguito dell’informativa del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci. «Ritengo doveroso – prosegue il parlamentare di FdI – fare puntualizzazioni su alcune polemiche scatenate in questa Aula e fuori. Qualcuno ha criticato il Governo per il primo intervento da 100 mln di euro definendolo un’elemosina di Stato e un atto offensivo verso sardi, siciliani e calabresi. È stato fatto un paragone con quanto stanziato per l’alluvione che colpì l’Emilia-Romagna nel 2023, ebbene il primo provvedimento per le stesse finalità in quella occasione stanziò 10 milioni di euro, poi altri 2 miliardi furono stanziati in un successivo decreto. Non ho apprezzato le polemiche sterili di alcuni parlamentari d’opposizione per cercare colpe mentre a Niscemi la terra continua a scivolare e oltre 1.500 persone hanno perso tutto. Ho invece apprezzato – continua – la scelta del ministro Musumeci di istituire una commissione di studio. Credo si debba predisporre presto un decreto per avviare la ricostruzione in tempi celeri e non perdere la stagione estiva. E bisogna cercare – osserva ancora – di posticipare la Bolkestein per gli imprenditori coinvolti, il quali non possono fare oggi enormi investimenti nella certezza che tra meno di un anno potrebbero perdere la concessione. Dobbiamo poi confutare – conclude Pogliese – la proposta di utilizzare le risorse del Ponte sullo Stretto. Non è quella la strada. È come se in Emilia avessimo dirottato le risorse dell’autostrada Cispadana e del Passante di Bologna. Il Ponte va fatto dopo cinquant’anni di attese, si troveranno le risorse. Fatti, non parole: è ciò che il Paese ci chiede ed è ciò che il Governo sta facendo con in testa il ministro Musumeci, che sa coniugare – conclude Pogliese – capacità amministrativa e rettitudine morale».



